<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995</id><updated>2011-12-18T13:35:45.740+01:00</updated><category term='Racconti'/><category term='Riflessioni'/><title type='text'>Numero 18</title><subtitle type='html'>"Che parte credi che abbia la volontà nella vita?"</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>40</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-2184586230486479431</id><published>2011-12-17T01:17:00.007+01:00</published><updated>2011-12-18T13:35:45.745+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>In un altro futuro</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-8YLNrjfIqEw/TuvgYDN-QwI/AAAAAAAAAmE/YNhZ6o2YoO8/s1600/blog.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 297px; height: 268px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-8YLNrjfIqEw/TuvgYDN-QwI/AAAAAAAAAmE/YNhZ6o2YoO8/s320/blog.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5686885658270778114" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Si svegliò tossendo, ormai capitava sempre più spesso. I singulti erano così violenti da lasciarlo senza fiato. Questa volta l’attacco era stato più violento del solito: sangue sul palmo della mano, schizzi sulla federa del cuscino.&lt;br /&gt;I numeri fosforescenti sulla radiosveglia luccicavano debolmente, ormai le batterie stavano per esaurirsi. Le ultime che era riuscito a trovare.&lt;br /&gt;Si alzò dal letto, nella penombra, e andò alla finestra. Da tempo non faceva più davvero notte, ma nemmeno giorno. Era circa l’alba, ma il sole non si sarebbe certamente visto.&lt;br /&gt;Dopo gli “incidenti” una spessa cortina grigiastra aveva invaso l’aria, il cielo, senza più far filtrare la luce solare. La temperatura era scesa di parecchi gradi e restava molto bassa anche di giorno.&lt;br /&gt;Andò al bagno a sciacquarsi la faccia. L’acqua arrivava ancora alle case. O almeno alla sua.&lt;br /&gt;Prima che tutto cambiasse era persino stato un grande appassionato di fantascienza. A quel punto gli sembrava di essere diventato il protagonista di un romanzo di McCarthy o di Matheson: l’ultimo uomo sulla terra. Magari non proprio l’ultimo. Importava poco.&lt;br /&gt;Tornò alla finestra. I vetri della baita erano gelati. Mentre cercava di guardare fuori, la sua mente corse a cinque anni prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’esito del referendum era stato ignorato: il governo aveva mandato l’esercito a presidiare i cantieri del progetto battezzato “Rivoluzione Energetica”. Poi l’attivazione lampo delle centrali nucleari, nella metà dei dieci anni previsti inizialmente. Ogni altra forma di produzione energetica era stata dismessa.&lt;br /&gt;C’era stato un breve periodo di tranquillità, di prosperità apparente anche. I prezzi dell’energia si erano notevolmente abbassati, le azioni delle varie compagnie energetiche avevano decollato. Tutti parevano felici. Questo era stato fino a sei mesi prima.&lt;br /&gt;Ma poi qualcosa della “rivoluzione” aveva iniziato a scricchiolare. L’onnipresente criminalità organizzata, avevano riportato diversi giornali, si era infiltrata nei processi di costruzione delle centrali, al sud come al nord. Così, si vociferava, erano stati impiegati materiali pericolosamente scadenti per poter sottrarre gran parte dei fondi. Per la fretta di terminare i lavori a vantaggio di boss e collusi di vario genere poi, si spiegavano anche i tempi eccezionalmente brevi di realizzazione e messa in funzione delle centrali.&lt;br /&gt;Il governo cercò di mettere a tacere la cosa. Parlarono di illazioni, di strumentalizzazione. Tutto è sicuro, tutto è in regola, dissero.&lt;br /&gt;Dopo circa un mese dalle preoccupanti notizie si verificò il primo grave incidente: un reattore esplose in una centrale del nordovest. I sistemi di contenimento si rivelarono pressoché inesistenti. L’esplosione fu devastante. L’intero personale impiegato nella centrale rimase ucciso. Praticamente tutti gli abitanti dei comuni nel raggio di cinquanta kilometri dalla centrale svilupparono immediate forme tumorali, molte delle quali fulminanti. I più fortunati morirono nel giro di una settimana, altri resistettero alcuni mesi tra atroci sofferenze.&lt;br /&gt;In breve tempo anche le altre sette centrali da poco costruite sul territorio nazionale subirono la stessa sorte: erano tutte state realizzate con gli stessi materiali e con gli stessi criteri. Otto disastri nucleari sconvolsero la Penisola nel volgere di un mese. La stima dei morti superò i venti milioni nel breve termine.&lt;br /&gt;Il governo si dimise senza assumersi responsabilità. Alcuni esponenti dell’esecutivo vennero arrestati ma, in quel caos generale, molti riuscirono a fuggire.&lt;br /&gt;Scoppiò il panico tra la popolazione. Il Presidente della Repubblica formò un governo di emergenza presieduto da militari e tecnici: divise a migliaia per le strade e altrettanti camici nei laboratori per cercare di risolvere l’irrisolvibile.&lt;br /&gt;Il Paese rimase quasi interamente senza elettricità. Il costo della benzina al litro prese inarrestabilmente a salire e i generatori a combustibile divennero acquistabili solo presentando un permesso speciale timbrato dalla questura. La maggior parte delle scorte di benzina venne impiegata per fornire elettricità agli ospedali che comunque non riuscirono a fronteggiare la necessità enorme di cure. I nuovi malati morivano nelle proprie case, senza nemmeno il conforto delle terapie del dolore.&lt;br /&gt;I supermercati vennero saccheggiati mentre le merci deperivano nei magazzini senza nessuno a consegnarle. Le industrie smisero silenziosamente di produrre, i campi non vennero più coltivati. Le scuole vennero chiuse a tempo indeterminato. Le banche fallirono dopo che chiunque fosse ancora in grado di farlo si fu precipitato a svuotare il proprio conto corrente.&lt;br /&gt;Chi non abitava nelle immediate vicinanze delle centrali, meno di un terzo della popolazione, sembrò inizialmente immune agli effetti devastanti delle radiazioni. Poi, attraverso il vento, l’acqua ed i cibi contaminati quasi tutti si ammalarono. Si ebbe netta l’impressione di un’epidemia. Più che cancro sembrò peste.&lt;br /&gt;Lui viveva sulla costa, relativamente lontano dalla centrale più vicina. Quando sua moglie aveva iniziato a manifestare alcuni dei sintomi descritti sui giornali (quelli che ancora venivano pubblicati) avevano deciso di allontanarsi il più possibile. Espatriare, almeno per il momento, non era possibile.&lt;br /&gt;Gli altri stati dell’UE avevano dichiarato inizialmente solidarietà all’Italia. Poi, apprese le vere ragioni del disastro e dietro pressione delle nazioni confinanti, le cose erano cambiate. Il parlamento europeo aveva di fatto isolato l’Italia, disponendo controlli molto stretti ai confini per evitare un esodo via terra dei sopravvissuti.&lt;br /&gt;Gli aeroporti, data anche la visibilità nulla, erano stati chiusi.&lt;br /&gt;I treni arrugginivano nelle stazioni, senza energia per poter funzionare.&lt;br /&gt;Avevano sentito parlare di barconi clandestini che salpavano in direzione del nord-Africa ma non disponevano certo della somma che si vociferava pretendessero i traghettatori.&lt;br /&gt;Dunque l’unica soluzione praticabile era stata quella di trasferirsi nella loro baita in montagna. Dando fondo ai loro risparmi avevano raccolto tutte le provviste possibili e fatto il pieno di benzina al loro fuoristrada. I centri commerciali si erano trasformati in grandi confusissimi mercati. Si contrattavano i prezzi sulla merce in scadenza; non esistevano più dei veri commessi o responsabili: i negozi erano in mano ai più aggressivi. Molti erano i furti e ancor di più le liti violente.&lt;br /&gt;Dunque erano fuggiti dalla città. Giunti alla loro baita la jeep era già in riserva da parecchi kilometri e si ritennero fortunati ad avercela fatta. La fontana nel cortile regalava acqua all’apparenza cristallina come al solito. Da subito ne fecero scorta.&lt;br /&gt;Vissero nella calma apparente per circa due mesi. Centellinavano le provviste. Poi sua moglie si aggravò. Iniziò a perdere peso, a tossire sangue. Il suo colorito divenne giallastro.&lt;br /&gt;Una sera, mentre parlavano, la donna perse conoscenza.&lt;br /&gt;Lui aveva saputo dall’unico “vicino” (a circa mezz’ora di cammino da loro) che nel paese a valle, anch’esso ormai decimato, viveva un medico in pensione. Si augurò che fosse tra i sopravvissuti.&lt;br /&gt;Caricò la debolissima moglie sul fuoristrada e in folle, a motore spento, scesero in paese. Trovò il medico che visitò la donna senza volere niente in cambio. Non disse nulla ma lo prese da parte e scosse la testa. Morì la notte stessa, sul divano nel salotto del dottore.&lt;br /&gt;Con l’aiuto di due ragazzi che non conosceva l’avvolse in un lenzuolo. La seppellirono nel cimitero del paese, senza una bara.&lt;br /&gt;Tornò alla sua baita impiegando circa tre ore di marcia, in salita, nella notte gelida. Si mise a letto senza svestirsi né accendere il camino. Il suo ultimo pensiero fu la speranza di morire assiderato, nel sonno.&lt;br /&gt;Non successe quella notte e nemmeno le seguenti. Viveva come un eremita senza più lavarsi o cambiarsi gli abiti. Aveva quasi smesso di mangiare non tanto perché le provviste che avevano portato dalla città fossero quasi finite, ma semplicemente perché non ne sentiva più il bisogno. Viveva di acqua zuccherata aspettando che lo zucchero finisse; poi avrebbe deciso cosa fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornò con fatica al presente. Non era la solitudine a devastarlo ma il senso di colpa: era ancora vivo, mentre lei…&lt;br /&gt;Si trascinò alla porta ed uscì fuori. Attorno a lui il bosco avvizziva in maniera innaturale. Era luglio ma l’erba sotto i suoi piedi era giallastra, marrone. Il cielo continuava ad essere di un carico grigio indefinito e guardarlo faceva male agli occhi. Gli uccelli, malati, cadevano dagli alberi come frutti troppo maturi. Abbassò la testa e rientrò in casa. Lo zucchero era finito già da un pezzo.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;...Continua?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-2184586230486479431?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/2184586230486479431/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=2184586230486479431' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/2184586230486479431'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/2184586230486479431'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2011/12/in-un-altro-futuro.html' title='In un altro futuro'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-8YLNrjfIqEw/TuvgYDN-QwI/AAAAAAAAAmE/YNhZ6o2YoO8/s72-c/blog.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-1584607314267398611</id><published>2011-10-14T21:59:00.015+02:00</published><updated>2011-10-15T00:38:51.528+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>Storia di nessuno</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-csFqhWGG070/TpizWuoaoFI/AAAAAAAAAl4/Pf0-fQbkm9Q/s1600/blog%2Bsan.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 287px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-csFqhWGG070/TpizWuoaoFI/AAAAAAAAAl4/Pf0-fQbkm9Q/s320/blog%2Bsan.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5663473734474440786" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Da settimane ci stava pensando. Praticamente aveva deciso.&lt;br /&gt;Aveva quarantatré anni e un'esistenza piatta.&lt;br /&gt;Non aveva subito maltrattamenti da piccolo e non ricordava particolari traumi. Ma nemmeno particolari gioie.&lt;br /&gt;Viveva in una cittadina del nordovest dimenticata dall'universo. Era lo specchio della sua esistenza: noiosa, ordinata, ripetitiva. Quell'angolo di mondo non veniva mai citato nei tg, né preso in considerazione dalla stampa nazionale. Semplicemente perché non succedeva mai nulla.&lt;br /&gt;E forse, si diceva a volte, i suoi giorni erano così patetici anche perché si perdevano in quel posto tanto scialbo, in un penoso stillicidio.&lt;br /&gt;Era figlio unico. I suoi genitori avevano avuto almeno la pietà di non creare altri buchi neri come lui. I suoi vecchi erano stati operai, nella stessa fabbrica, per quaranta lunghi anni. In altri casi si direbbe "per la parte migliore della loro vita". Ma non in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;questo &lt;/span&gt;caso.&lt;br /&gt;Aveva sempre vissuto i suoi genitori come i due capi della linea piatta d'uno stesso encefalogramma. Li vedeva emergere nei suoi ricordi come da una poltiglia informe in una serie di diverse sfumature di grigio.&lt;br /&gt;Una volta andati in pensione la loro vita non era certo stata più vivace che in precedenza. E poi, una sera di novembre, rincasando dal discount con la spesa nel bagagliaio, un autobus di linea li aveva semplicemente travolti.&lt;br /&gt;Erano morti sul colpo, aveva detto quel carabiniere, forse per confortarlo. Come facesse lui a saperlo era una cosa che non si era dato il disturbo di spiegare.&lt;br /&gt;E comunque non aveva pianto. Certo erano stati i suoi genitori, la cosa più simile che avesse mai avuto ad una relazione umana... Ma l'affetto che ricordava nelle mamme e nei papà degli altri bambini, quando ancora andava a scuola, quello non li aveva mai neppure sfiorati.&lt;br /&gt;E così non gli era servito che qualcuno lo consolasse nell'ora più buia. Del resto, se non fosse stato per quel paio di colleghi e per la vicina di casa dei genitori, si sarebbe trovato semplicemente da solo nella piccola chiesa, di fronte alle bare scure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non aveva mai sofferto sul serio di solitudine. Probabilmente perché non aveva mai avuto un vero rapporto affettivo.&lt;br /&gt;La settimana seguente all'esame di maturità era stato assunto come contabile in un'azienda di spedizioni. Un mese dopo, con i soldi del primo stipendio, aveva lasciato la casa dei genitori; aveva preso in affitto un monolocale ammobiliato a dieci minuti a piedi dal posto di lavoro.&lt;br /&gt;Era sempre stato timido, introverso. E in quella bolla surreale aveva finito per accentuare, affinare la sua misantropia.&lt;br /&gt;In realtà non aveva mai provato vero odio o sfiducia nei confronti di un'altra persona. Solo un senso di protratto e costante vuoto che finiva inevitabilmente per rimbalzargli (moltiplicato) addosso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aveva letto diverse volte sui giornali locali di suicidi avvenuti per questo o quel motivo.&lt;br /&gt;Molte volte succedeva per disperazione: alcuni non erano riusciti a superare un grave lutto, altri avevano sperperato un patrimonio al gioco, altri ancora avevano contratto forti debiti con le persone sbagliate e la paura aveva fatto il resto.&lt;br /&gt;Ma la sola cosa che lui avesse mai perso erano stati i genitori e non si era sentito di definirlo un vero e proprio lutto. Inoltre in banca aveva una discreta somma: la sua unica spesa era l'affitto mensile dell'appartamento in cui viveva. Non aveva nemmeno un'automobile.&lt;br /&gt;In tv poi aveva sentito parlare di "suicidio indotto da depressione". Perciò si era documentato: era stato in biblioteca e, dopo un'attenta ricerca, aveva risolto di non avere nessun sintomo. Non era depresso.&lt;br /&gt;Sentiva però il bisogno di una giustificazione. Una sua lontana zia, gli pareva di ricordare, si era tagliata le vene in un bagno caldo, dopo aver appreso di essere affetta da un cancro ormai incurabile. Dunque si era sottoposto ad un check up completo, approfondito. Era risultato fisicamente perfetto.&lt;br /&gt;Perciò, esasperato, si era infine detto che il suo sarebbe stato il primo suicidio per indifferenza.&lt;br /&gt;Non tanto l'indifferenza irrimediabilmente reciproca che provava verso il mondo. Quanto quella,  ben più gravemente sedimentata, rispetto a se stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una sera di novembre, probabilmente non l'anniversario della morte dei suoi genitori (ma avrebbe anche potuto esserlo, ché lui non lo ricordava più), si avviò a piedi verso il borgo storico, nella parte alta della città.&lt;br /&gt;La fredda umidità dell'ora di cena era la sola presenza a calpestare insieme a lui le strade di pietra luccicante. Entrò nel vecchio campanile semplicemente spingendo la porta di legno marcio per poi riaccostarsela alle spalle. Salì i gradini al buio, uno alla volta, ascoltando il proprio respiro crescere nell'ombra. Giunto in cima si trovò di fronte un'apertura arcuata nella parete: mentre scavalcava la bassa inferriata non si diede nemmeno la pena di uno sguardo alla città illuminata, più in basso. Si lasciò cadere nel vuoto, senza gridare.&lt;br /&gt;Lo trovò il sacrestano la mattina dopo, uscendo all'alba per la sua consueta passeggiata da insonne. La testa spappolata sul selciato, il collo ad un'angolazione grottesca.&lt;br /&gt;Quella sera, finalmente, il tg regionale si occupò della cittadina abitualmente trascurata: l'annunciatrice lesse due righe di venti parole a proposito del tragico evento, poi diede la linea al meteo.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;...Continua?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-1584607314267398611?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/1584607314267398611/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=1584607314267398611' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/1584607314267398611'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/1584607314267398611'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2011/10/storia-di-nessuno.html' title='Storia di nessuno'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-csFqhWGG070/TpizWuoaoFI/AAAAAAAAAl4/Pf0-fQbkm9Q/s72-c/blog%2Bsan.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-1212783693013353783</id><published>2011-05-20T20:10:00.003+02:00</published><updated>2011-07-01T13:26:29.928+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Flussi d'incoscienza</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-I8318cnZRrs/Tda5abLeK6I/AAAAAAAAAkE/PwSi9dSHHI4/s1600/mah.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-I8318cnZRrs/Tda5abLeK6I/AAAAAAAAAkE/PwSi9dSHHI4/s320/mah.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5608874249560140706" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Avete mai pensato a quante volte le cose che facciamo siano, onestamente e in ultima analisi, dettate da nostri reali bisogni e volontà?&lt;div&gt;Voglio dire,qualcuno si è mai fermato a riflettere un secondo sul perché ci si affanni tanto per fare tutto? Ho spesso il sospetto che si tratti, nove volte su dieci e molto banalmente, più per avere un giudizio positivo dagli altri che per il nostro reale benessere, in quanto esseri umani. &lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;Schopenhauer &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;ha detto che "&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;Qu&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;asi la metà di tutte le nostre angosce e le nostre ansie derivano dalla nostra preoccupazione per l'opinione altrui&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;". Io sono quasi convinto di credere, arrogantemente, che si sbagliasse. Nel senso che spesso quello che facciamo, quello che pensiamo, quello che fingiamo di essere, è &lt;i&gt;completamente &lt;/i&gt;dettato dal giudizio altrui. Bell'affare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma non sarebbe meglio, e anche meno faticoso, semplicemente fottersene? Capisco che non sempre sia così possibile, che vivere come davvero piacerebbe ad ognuno possa essere, se non un utopia, almeno un rischio per gli altri. Ma io intendo, sopravvivere senza violentare se stessi, quello che davvero si è nel proprio intimo, ad ogni sospiro di vento. L'omologazione mi preoccupa perché la ritengo capace di inaridire anche le menti più prolifiche e brillanti, in grado di distruggere con le sue arrugginenti ciarle tutta la la linfa che può scaturire da un cervello pensante.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma se siamo persone, o almeno ambiamo ad esserlo, come possiamo accettare un compromesso così umiliante? Come possiamo sacrificare le nostre preziose individualità in nome di un bel paio di scarpe? Non voglio fare del qualunquismo prendendomela con la moda, è solo un esempio. Dico però che se fuggiamo dal nostro essere unici e inimitabili a vantaggio del solo quieto vivere, ben presto raccoglieremo i frutti della nostra decadenza accondiscendente, che già si avvia a degli apici sconfortanti, a ritmi che inquietano.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non è un ode al pessimismo ma solo una constatazione del disadattamento costante che mi trovo a fronteggiare. Io, come tutti, ne sono parte. Cerco di dissociarmi, magari con questo rigurgito di parole, e ottengo invece di sentirmi chiamato ancor più in causa, per il solo fatto di parlarne, che mi fa sentire autorizzato a formulare accuse.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E allora, stando così le cose, l'ultima risorsa, che, mi rendo conto, ho già citato troppe volte, è la fuga. Non perché in un altro luogo io sia sicuro di poter trovare un qualche eden. Ma soltanto, e già questo spero non sia un mio personale miraggio, perché condizioni leggermente più "primitive", nel senso di meno sofisticate (alterate, corrotte), possono aiutare l'uomo ad ascoltare con più attenzione (o a sentire per la prima volta) i suoni che vengono dal suo "di dentro". Perché è colpa di questo ronzio maledetto, che non cessa un secondo col suo trapanante e prepotente cicaleccio , se ci troviamo tutti, chi più chi meno, a dover tener chiusa la bocca più di quanto ci piacerebbe, per non ingoiare chili di merda.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;...Continua?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-1212783693013353783?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/1212783693013353783/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=1212783693013353783' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/1212783693013353783'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/1212783693013353783'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2011/05/flussi-dincoscienza.html' title='Flussi d&apos;incoscienza'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-I8318cnZRrs/Tda5abLeK6I/AAAAAAAAAkE/PwSi9dSHHI4/s72-c/mah.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-3112262986956252858</id><published>2011-03-12T09:28:00.003+01:00</published><updated>2011-07-01T13:26:29.929+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Ad Erin</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-0GrhCSq9IhA/TXs5ZpEHWzI/AAAAAAAAAj8/_cIg59i_HMU/s1600/Erin.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-0GrhCSq9IhA/TXs5ZpEHWzI/AAAAAAAAAj8/_cIg59i_HMU/s320/Erin.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5583119275738487602" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E se all'improvviso c'incontrassimo di nuovo?&lt;br /&gt;Se, ad un certo punto, attraversassimo ancora il mare per venire da te?&lt;br /&gt;In qualche modo ci siamo illusi di poter controllare l'incantesimo che ci hai gettato addosso, la prima volta che i nostri sguardi si sono incrociati, il primo istante che abbiamo camminato sulle tue rive.&lt;br /&gt;Invece siamo di nuovo qui, a cercare un modo perchè tu ci accolga ancora, generosa e quieta come al solito.&lt;br /&gt;Abbiamo bisogno di averti con noi, per il tempo che basta a darci la forza di lasciarti di nuovo.&lt;br /&gt;Credo che sarà così, ancora per qualche tempo. Con la gioia e la sofferenza che ci prende ogni volta che guardiamo una tua fotografia, ogni volta che sfiori il nostro pensiero e che siamo troppo lontani per toccarti, per sentirti davvero.&lt;br /&gt;Ma intanto, incuranti d'ogni altra cosa, stiamo qui a sorridere di una speranza che si fa ogni giorno più concreta nelle nostre menti, nel nostro respiro, nel nostro crescere.&lt;br /&gt;Fino a che le circostanze ci terranno separati saremo capaci di resistere, solo per un po', distanti dal tuo cielo, dai tuoi scogli, dalle tue strade. Saremo capaci di ascoltare la tua musica, ancora e ancora, capaci di piangere per la tua distanza, con lacrime di tormento che non abbiamo mai versato per altri.&lt;br /&gt;E poi verrà il momento, ché non c'è alternativa, in cui torneremo da te, con te.&lt;br /&gt;E allora sarà bellissimo. E non si tratterà più di amarti con l'angoscia di doverti abbandonare, non dovremo più resisterti per la paura di non saperci dominare quando ci lasci soli.&lt;br /&gt;Perché certi legami non sono soggetti al nostro controllo. Certe unioni, per fortuna, sfuggono alle cose che riusciamo a capire. Ma sappiamo certamente che sono giuste. E allora, non abbiamo altra scelta che accettarle o svilire le nostre vite, noi stessi, fino ad essere morti pur respirando ancora.&lt;br /&gt;No. Noi ti correremo incontro, tu saprai abbracciarci e avremo la certezza che nessuno potrà più dividerci. Resteremo uniti, per sempre.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;...Continua?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-3112262986956252858?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/3112262986956252858/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=3112262986956252858' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/3112262986956252858'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/3112262986956252858'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2011/03/ad-erin.html' title='Ad Erin'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-0GrhCSq9IhA/TXs5ZpEHWzI/AAAAAAAAAj8/_cIg59i_HMU/s72-c/Erin.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-7230032690649145070</id><published>2010-10-08T14:09:00.005+02:00</published><updated>2011-07-01T13:24:09.916+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>Una serata fredda</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/TK8ibINlyDI/AAAAAAAAAjs/4MBUa0aBV2Q/s1600/blog+fango.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 268px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/TK8ibINlyDI/AAAAAAAAAjs/4MBUa0aBV2Q/s320/blog+fango.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5525673117263185970" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Camminavo sotto i portici di Piazza Vittorio. L'autunno era arrivato, una volta tanto, del tutto improvvisamente.&lt;br /&gt;Pioveva di una pioggia fine che sembrava cadere in orizzontale. Mi arrivava in faccia anche lì, sotto il porticato, e mi faceva sorridere. Ho sempre amato la pioggia.&lt;br /&gt;Erano forse le sei e si era fatto quasi buio.&lt;br /&gt;Giunto alla fine della piazza mi alzai il bavero e attraversai la strada. Non avevo niente da fare, nessuno che mi aspettasse a casa per parlare della giornata. La Gran Madre, dall'altro lato del Po, mi guardava vestita delle sue luci esagerate. Pensai di fare ancora due passi fin là prima di buttarmi su un tram a caso.&lt;br /&gt;Al centro del ponte mi fermai. Poggiai le mani sul parapetto metallico immaginando in lontananza il parco del Valentino. Il cielo era carico, per quel che potessi distinguere, di ammassi neri che non mi sembravano nuvole ma felici promesse d'inverno. Non aveva smesso di piovere un attimo da più di dieci giorni. Sperai che continuasse.&lt;br /&gt;Acqua, acqua e ancora acqua. Dal cielo, per le strade, sui tetti, nei fiumi.&lt;br /&gt;Il fiume, appunto. Era gonfio, potente, inarrestabile. Era torbido, d'un marrone melmoso. I detriti, portati da chissà dove, erano stati ammassati dalla corrente contro i pilastri del ponte. Da qualche giorno lo avevano chiuso al traffico. Le luci dei lampioni  balugginavano nella nebbia e morivano in pallidi fasci sul pelo dell'acqua.&lt;br /&gt;Chiusi gli occhi ed inspirai tutto quel che potevo. La città non c'era più. Alla mia sinistra la presenza silenziosa della collina mi proiettava altrove. Dimenticai il traffico, lo smog. Dimenticai le voci.&lt;br /&gt;Mi investì, o immaginai che lo facesse, un odore di foglie cadute, morte e poi bruciate.&lt;br /&gt;Ero appagato, in pace con me stesso per qualche istante.&lt;br /&gt;Riaprii gli occhi e la vidi. Una mano, bianchissima, sbucava dai flutti limacciosi. Gridai. Nulla si mosse; le due strade ai miei fianchi continuavano a farsi i fatti loro.&lt;br /&gt;La banchina sull'argine destro era sommersa. Non la considerai.&lt;br /&gt;Di sotto intanto, dietro la mano, era comparsa una testa scura, annaspante e confusa.&lt;br /&gt;Mi sporsi, sembrava un uomo. Si arenò, in qualche modo, contro qualcosa di scuro poggiato all'ultimo pilone del ponte, alla mia sinistra.&lt;br /&gt;Da quel lato forse avrei avuto qualche possibilità. Decisi di scendere. La stradina sterrata che conduceva all'argine, la vidi mentre correvo sul ponte, era sommersa per metà. Non sapevo cosa avrei fatto una volta arrivato lì.&lt;br /&gt;Alla fine del ponte vidi, a pochi metri, una vecchia intabarrata in uno scialle fucsia; portava a spasso un volpino candido e zuppo. S'inchiodò sul posto osservandomi stranita.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;È&lt;/span&gt; caduto uno in acqua, le urlai. Chiami qualcuno. Sperai non fosse sorda. Non mi fermai a controllare.&lt;br /&gt;Scesi scalpicciando nelle pozzanghere del sentiero ghiaioso. Inciampai e caddi a faccia in avanti, scorticandomi le mani. Mi sollevai in fretta pensando assurdamente che mi sarei perso I Simpson in TV.&lt;br /&gt;L'acqua gelida mi arrivava già alle caviglie. Scrutai in quella luce incerta pensando che fosse ormai tardi.&lt;br /&gt;Poi lo avvistai, avvinghiato disperatamente ad un tronco che, sotto il suo peso, si stava pericolosamente allontanando dalla base del ponte.&lt;br /&gt;Il pilastro, alla mia destra, si congiungeva alla boscaglia scoscesa, di fianco alla stradina. Mi gettai tra i rovi cercando di scacciare il pensiero di tutti quei cespugli spinosi e di quel che potessero nascondere. A fatica giunsi a puntellarmi con le mani aperte sulla pietra bagnata.&lt;br /&gt;Poggiai un piede tremante sul groviglio di sterpi e legna. Sembrò reggere. Ci salii sopra tenendo una mano poggiata al pilastro.&lt;br /&gt;La corrente, vista da lì, mi terrorizzò. D'improvviso odiai la pioggia.&lt;br /&gt;Dopo un paio di metri, sospeso su quella specie di passerella, giunsi all'estremita del tronco. Mi ci sdraiai sopra. Il poverino, dall'altra parte, mi vide e cerco di sporgersi verso di me.&lt;br /&gt;Fu un errore. Percepii uno scossone sotto la pancia. Mi slanciai in avanti e gli sfiorai le dita. E questo fu tutto.&lt;br /&gt;Il tronco si sganciò dal resto dei detriti. Mi ritrassi d'istinto scivolando indietro e mi ritrovai seduto sui rami bagnati, con la schiena poggiata al pilone.&lt;br /&gt;Il tronco passò sotto il fornice come una zattera impazzita.&lt;br /&gt;Sconvolto, non so come, risalii sul ponte. Corsi sul lato opposto e mi sporsi più che potei. Lontano, troppo lontano, itravidi una sagoma scura e inerte. Solo il vecchio albero morto.&lt;br /&gt;Rimasi là, con le mani poggiate sul metallo scrostato della balconata.&lt;br /&gt;Qualcuno si avvicinò da destra. Era la vecchia col suo cagnetto più candido e inzuppato di prima, mi parve.&lt;br /&gt;Ho chiamato l'ambulanza, mi disse. Stanno arrivando. L'ha trovato?&lt;br /&gt;La guardai per un attimo senza sapere cosa dire. Poi abbassai la testa iniziando a singhiozzare sommessamente. Le mie scarpe nuove erano piene di fango.&lt;br /&gt;La vecchia mi poggiò una mano sulla spalla senza aggiungere altro.&lt;br /&gt;Dalla piazza giunse un rumore di sirene.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;...Continua?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-7230032690649145070?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/7230032690649145070/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=7230032690649145070' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/7230032690649145070'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/7230032690649145070'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2010/10/una-serata-fredda.html' title='Una serata fredda'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/TK8ibINlyDI/AAAAAAAAAjs/4MBUa0aBV2Q/s72-c/blog+fango.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-3785660847465861100</id><published>2010-09-14T21:14:00.013+02:00</published><updated>2011-07-01T13:24:09.916+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>Prima che sia giorno</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/TJEUXQC8jUI/AAAAAAAAAjQ/x7owFAyhVaI/s1600/Blog.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 228px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/TJEUXQC8jUI/AAAAAAAAAjQ/x7owFAyhVaI/s320/Blog.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5517213408182439234" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Era una di quelle notti invernali dal cielo terso. Una notte da meno dieci, col vento che spaccava la faccia e un'esplosione di stelle a punteggiare il cielo.&lt;br /&gt;L'uomo guidava lentamente la sua lunga berlina nera. Rispettare i limiti, la prima regola.&lt;br /&gt;Il finestrino leggermente abbassato aspirava fuori il filo di fumo azzurrognolo del suo cigarillo.&lt;br /&gt;La tangenziale era deserta. Imboccò la rampa d'uscita per una zona industriale ormai inesistente. Restavano in piedi una mezza ciminiera rossastra e un enorme capannone cadente, dal tetto di eternit sfondato.&lt;br /&gt;La puzza di concimi chimici si fece strada sottovento, da qualche campo nei dintorni. Il fetore acido gli riempì le narici e immediatamente un conato gli stritolò l'esofago. Gettò fuori il mozzicone e chiuse il finestrino.&lt;br /&gt;Mentre rallentava giunsero alle sue spalle alcuni colpi ovattati. Alzò il volume della radio e proseguì indifferente.&lt;br /&gt;S'infilò in una stretta strada sterrata sotto un cavalcavia. Spense i fari e proseguì per un paio di minuti. Poi i vecchi muri devastati gli sbarrarono il passo, come apparsi dal nulla. Il cemento si apriva qua e la in grosse fenditure. Le armature metalliche sbucavano dalle pareti come ossa fuoriuscite dalla carne.&lt;br /&gt;Fermò l'auto e si chinò, tastando sotto il sedile. Il contatto con la canna della pistola gli passò la solita sensazione di potenza. Recuperata l'arma scese.&lt;br /&gt;Guardava il portellone lucente del bagagliaio. Una scarica di colpi giungeva continua, disperata. Aprì il baule e l'uomo all'interno si immobilizzò all'istante. Era in canottiera e boxer. Ai piedi un paio di mocassini sfondati. Obeso, piccolo e con una sola striscia di capelli untuosi a contornargli la testa. Le mani, dietro la schiena, e le caviglie erano immobilizzate con diversi giri di spesso nastro adesivo. L'estremità di uno straccio appallottolato gli sbucava dalla bocca, dilatandola innaturalmente.&lt;br /&gt;La luce della luna nuova era abbastanza intensa perchè l'uomo con la pistola potesse vedere la fronte del piccoletto, sudatissima nonostante la temperatura.&lt;br /&gt;-Ora ascoltami bene. Adesso ti slego i piedi e poi ti faccio uscire. Se tenti di scappare ti sparo in testa. Capito?&lt;br /&gt;L'interrogato annuì con convinzione ma appena l'altro gli liberò le caviglie iniziò a scalciare verso l'alto. L'uomo con la pistola fu colpito alla tempia da una pedata. Un po' rintontito, sollevò di peso il piccoletto e lo gettò sulla terra gelata ai suoi piedi. Poi gli sferrò a sua volta due calci, di punta, colpendolo al plesso solare con molta forza.&lt;br /&gt;L'uomo a terra sbiancò e ritornò immobile. Quello con la pistola estrasse dal bagagliaio una pala da giardino sbeccata. Afferrò  il suo ostaggio per un braccio e lo trascinò lontano dalla macchina.&lt;br /&gt;-Bene, adesso che ci siamo spiegati, è ora di mettersi al lavoro.&lt;br /&gt;Girò il piccoletto di schiena e gli liberò anche le mani; questa volta non ci fu nessuna reazione. Il pelato indicò soltanto lo straccio che aveva in bocca.&lt;br /&gt;-Vuoi togliertelo? Ok. Ma tu mettiti a gridare - gli fece dondolare la pistola davanti al naso- e ti apro la testa in due.&lt;br /&gt;Si tolse di scatto lo straccio. Fece un profondo respiro ma non urlò. Iniziò invece a tossire come una mitragliatrice e, quando riusci finalmente a fermarsi, si buttò in ginocchio.&lt;br /&gt;-Per favore! Per pietà!&lt;br /&gt;-Pietà? Ma quale pietà? Infame! Ci dovevi pensare prima di venderti a quelli là.&lt;br /&gt;-Ma è stato per una sola volta. Mi hanno costretto e poi... Poi pensa a mia figlia. Non dico a me, ma a mia figlia!&lt;br /&gt;-Fai schifo. E va bene facciamo così...&lt;br /&gt;L'ometto si gettò sulle gambe del suo sequestratore abbracciandole. Quello con la pistola si ritrasse schifato.&lt;br /&gt;-Non toccarmi più, merda, o ti spacco le ginocchia a palate e poi ti mollo qua a morire di freddo.&lt;br /&gt;-Io volevo solo...&lt;br /&gt;-Zitto. Zitto e ascolta. La pala ce l'hai, comincia a scavare. Una bella buca profonda. Deve arrivarti almeno fino all'uccello. Se quando sorge il sole non hai finito ti sparo in testa e tanti saluti. Se fai in tempo e il tuo lavoro mi soddisfa, potrei pure decidere di lasciarti andare. Hai più o meno due ore.&lt;br /&gt;-Ma come... Tu vuoi che mi scavo la fossa da solo ma se sono abbastanza veloce poi non mi ci metti dentro? Ma che cazzo dici...&lt;br /&gt;-Qui è come al cimitero comunale, bello. Lo sai quanti come te ne ho in lista per un loculo? Se non sei tu sarà un altro. Una bella buca mi torna sempre utile. Ma se non hai voglia di faticare facciamo prima...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il piccoletto iniziò a battere a terra con la pala. Inizialmente sembrava che non riuscisse neanche a scalfire il suolo, ma poi ci mise più energia e cominciò a smuovere un po' di fanghiglia.&lt;br /&gt;Dopo circa un'ora, mentre l'uomo con la pistola camminava avanti indietro fumando (a tratti tabacco e a tratti semplicemente la condensa del suo respiro), la buca gli arrivava poco sotto le ginocchia.&lt;br /&gt;-Devi allungarla... Vabbè che sei una mezza sega, però così è troppo corta.&lt;br /&gt;L'altro non diede segno di aver sentito e continuò a lavorare febbrilmente, sempre più stanco ma spinto dalla forza della speranza. O della disperazione.&lt;br /&gt;I primi raggi di sole lo pietrificarono. L'uomo con la pistola si avvicinò alla fossa, quello dentro gli dava le spalle, distrutto e ricurvo sul manico della pala.&lt;br /&gt;-Girati. Fammi vedere.&lt;br /&gt;Lui si voltò tenendo lo sguardo basso. Le scarpe sporche di terra, le gambe nude e storte. Il sudore si alzava dalla sua schiena formando volute di vapore nell'aria gelida dell'alba.&lt;br /&gt;-In effetti ti arriva proprio all'uccello.&lt;br /&gt;Il piccoletto sorrise.&lt;br /&gt;-Allora fammi uscire! Ti prego, sto crepando di freddo.&lt;br /&gt;-Eh però... Appunto... Crepa!&lt;br /&gt;Un colpo solo, in mezzo agli occhi, e il piccoletto andò giù. La pala sul suo ventre rigonfio, la schiena poggiata contro il bordo terroso.&lt;br /&gt;L'assassino saltò dentro la fossa. Sistemò la pala in verticale, in un angolo. Poi afferrò il cadavere per le caviglie e lo trascinò indietro, in modo che fosse ben disteso sulla schiena.&lt;br /&gt;Si arrampicò fuori. Le punte dei mocassini  superavano il bordo della fossa di qualche centimetro.&lt;br /&gt;L'uomo con la pistola si accese un cigarillo. Poi imbracciò la pala e inizò a riempire il buco di terra bagnata.&lt;br /&gt;Guardò il morto scuotendo la testa.&lt;br /&gt;-Te l'avevo detto che era troppo corta. Stronzo.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;...Continua?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-3785660847465861100?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/3785660847465861100/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=3785660847465861100' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/3785660847465861100'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/3785660847465861100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2010/09/prima-che-sia-giorno.html' title='Prima che sia giorno'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/TJEUXQC8jUI/AAAAAAAAAjQ/x7owFAyhVaI/s72-c/Blog.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-1080211479171144795</id><published>2010-07-10T00:40:00.005+02:00</published><updated>2011-07-01T13:26:29.929+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Abbatti un albero, costruisci la nave</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/TDe5DxI6Y2I/AAAAAAAAAjA/0CtwiqL-bvc/s1600/viandante+sul+mare+di+nebbia.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 251px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/TDe5DxI6Y2I/AAAAAAAAAjA/0CtwiqL-bvc/s320/viandante+sul+mare+di+nebbia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5492061744983073634" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il viaggio è cosa strana.È sogno, sentimento e poesia fino a che non viene il momento di partire. Poi ci piomba addosso con la sua straordinaria potenza, con tutta l'ansia che è capace di generare e, se non teniamo bene a mente le nostre motivazioni, in un attimo può fare paura, pietrificarci.&lt;br /&gt;Credo che l'avventura, la scoperta, la conoscenza dell'impensbile bastino per mettersi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sulla strada&lt;/span&gt;. Quello per cui non sono sufficienti è il raggiungimento della meta.&lt;br /&gt;Serve un percorso che sia prima di tutto intimo, che parta dall'isolamento dei desideri per arrivare alla loro ricerca. E bisogna fare in modo di piegare gli eventi tutte le volte che si può, senza lasciare che il fiume ci porti alla deriva.&lt;br /&gt;Credo, insomma, che sia bene osare prima e pensare poi, se si vuole andare da qualche parte (si tratti di chilometri, di inchiostro su una pagina o d'altro).&lt;br /&gt;L'errore è nostro, fortunatamente. L'inedia uccide molto più dell'azione sbagliata. Al tentavivo fallimentare segue una lezione, spesso la rivalsa. Al nulla segue il nulla.&lt;br /&gt;Ciò che più conta è la curiosità, l'esplorazione. Il divenire. E non si può aspirare ad un cambiamento vero senza voler rischiare qualcosa, anche tra quel che abbiamo di maggiormente caro e prezioso, tra quei punti di riferimento confusi con dogmi da cui spesso ci lasciamo dominare compiacenti.&lt;br /&gt;Quindi in questo modo, a ben guardare, che cos'è il viaggio se non una semplice scommessa?&lt;br /&gt;Io, se la posta in gioco è così alta, non posso fare a meno di puntare ancora.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;...Continua?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-1080211479171144795?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/1080211479171144795/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=1080211479171144795' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/1080211479171144795'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/1080211479171144795'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2010/07/abbatti-un-albero-costruisci-la-nave.html' title='Abbatti un albero, costruisci la nave'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/TDe5DxI6Y2I/AAAAAAAAAjA/0CtwiqL-bvc/s72-c/viandante+sul+mare+di+nebbia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-8375036188083739245</id><published>2010-05-17T19:59:00.004+02:00</published><updated>2011-07-01T13:26:29.929+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Cuore nerazzurro</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/S_GQk6N7RxI/AAAAAAAAAi4/cTzDatOPe6Y/s1600/bloginter2.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 279px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/S_GQk6N7RxI/AAAAAAAAAi4/cTzDatOPe6Y/s320/bloginter2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5472313986009220882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E com'è dolce il sapore della Vittoria.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;...Continua?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-8375036188083739245?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/8375036188083739245/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=8375036188083739245' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/8375036188083739245'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/8375036188083739245'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2010/05/cuore-nerazzurro.html' title='Cuore nerazzurro'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/S_GQk6N7RxI/AAAAAAAAAi4/cTzDatOPe6Y/s72-c/bloginter2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-7171861288672894786</id><published>2010-04-18T16:59:00.005+02:00</published><updated>2011-07-01T13:24:09.917+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>Un gioco da ragazzi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/S82KUrgbSyI/AAAAAAAAAiw/DXwQCz0DOqI/s1600/casa+blog.png"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 295px; height: 253px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/S82KUrgbSyI/AAAAAAAAAiw/DXwQCz0DOqI/s320/casa+blog.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5462174010951027490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Era cominciato tutto così, per gioco, con una scommessa tra ragazzi un sabato pomeriggio.&lt;br /&gt;Era un'estate degli anni novanta, avevano diciotto anni e gli ultimi giorni di un Agosto rovente davanti a loro.&lt;br /&gt;Sergio non era mai stato un tipo particolarmente coraggioso o spavaldo ma Vincenzo non gli era mai piaciuto. Lo irritava anzi. Era infatti il prototipo del diciottenne arrogante e non esitava mai a sfottere chiunque si trovasse in una qualsiasi difficoltà. Del resto adorava se stesso e si riteneva il massimo che si potesse trovare in circolazione.                                                &lt;br /&gt;Sergio era uscito con lui perché, del loro gruppo, erano gli unici a non essere partiti per il mare. Le strade del paese erano deserte, il calore si irradiava dal pavimento di granito della piazza.&lt;br /&gt;A un tratto, mentre stavano seduti su una panchina all’ombra, Vincenzo aveva indicato la collina che dominava il paese, dicendo:&lt;br /&gt;- Scommettiamo che una notte lì da solo non ci stai?&lt;br /&gt;Sergio aveva tanta voglia di zittirlo che aveva raccolto immediatamente la sfida. In più i suoi genitori erano partiti per il fine settimana lasciandolo a casa da solo, il che avrebbe facilitato notevolmente le cose.&lt;br /&gt;La casa abbandonata era da sempre una specie di mito nelle storie di paese. Era una vecchia villa cadente, divorata dalle sterpaglie e dalle piante cresciute selvaggiamente in quello che a suo tempo era stato il parco. Aveva forse un centinaio d'anni e dei fasti passati non era rimasta che la maestosità dell'edificio. Si diceva che tra quelle mura poco prima della guerra, il padrone di casa, forse un nobile decaduto, si fosse suicidato dopo aver avvelenato sua moglie e suoi due figlioletti. Pareva inoltre che alcune notti si potessero sentire le anime senza pace dei due bambini piangere in modo straziante.&lt;br /&gt;In realtà non esistevano prove certe di quella strage (e meno ancora, ovviamente, della presenza di spiriti irrequieti). Era più una di quelle storie che gli anziani, dopo il terzo bicchiere di nero al tavolo del circolo, sono capaci di raccontare, giurando di aver visto ("con questi occhi!") i cadaveri ancora caldi stesi sulle piastrelle bianche del pavimento della cucina.                 &lt;br /&gt;Tutto questo comunque, vero o no, era sempre bastato a Sergio, Vincenzo e agli altri per tenersi lontani dal vecchio rudere quando la luce del sole iniziava a calare.&lt;br /&gt;Non che non ci fossero mai stati. Di giorno anzi, due o tre volte, armati di bastoni appositamente appuntiti, erano entrati al piano terra passando da una finestrella rotta. La porta principale infatti era stata chiusa, chissà quando e da chi, con un pesante catenaccio che non si era mia dati la pena di provare a forzare.&lt;br /&gt;Non avevano trovato più che quattro mobili marci e puzzolenti di muffa, buttati su un pavimento (effettivamente di piastrelle, in cucina) incrostato di sporcizia. Al piano di sopra la stessa situazione, fatta eccezione per un baule pieno di vestiti da bambini divorati dalle tarme; erano abiti che facevano pensare a tempi lontani, forse anche a prima della guerra appunto. Quando avevano aperto la grossa cassa, spaccando la serratura, erano rimasti quasi delusi che non nascondesse almeno delle ossa umane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, in quel pomeriggio afoso, si erano dati la mano e avevano scommesso diecimila lire che Sergio sarebbe scappato (oppure no) dalla villa prima dell'alba.&lt;br /&gt;Alle otto di sera Sergio si era incamminato verso l'arrugginito cancello di ferro battuto. Vincenzo lo aspettava sorridendo beffardo, le mani dietro la schiena.&lt;br /&gt;- Allora sei proprio sicuro? Guarda che a casa non puoi tornare poi. Le tue chiavi le hai date a me - gli fece tintinnare il mazzo lucente davanti al naso - se le vuoi devi prima pagare!&lt;br /&gt;- Io dormo qui - rispose Sergio un po' irritato - e ti voglio trovare qua fuori domani mattina con il mio deca in mano!&lt;br /&gt;- Convinto! Quando scappi, tra un'oretta, citofona pure da me. Ti aspetto.&lt;br /&gt;- Fanculo.&lt;br /&gt;Sergio si voltò senza aggiungere altro, si chinò e attraversò il cancello servendosi di un varco formato da due sbarre mancanti. Mentre camminava sul viale terroso che saliva verso la casa, si sforzava di apparire del tutto indifferente alla situazione. Sapeva che Vincenzo si stava divertendo un sacco e voleva fargli capire quanto avesse fatto male a sfidarlo in quel modo.&lt;br /&gt;In breve si trovò davanti alla facciata principale. L'aggirò a sinistra per dirigersi verso la finestrella e, inoltrandosi tra la vegetazione, scomparve alla vista dell'amico.&lt;br /&gt;Sergio si guardava intorno sconsolato. Non era ancora buio ma la luce, a quell'ora, calava con una certa velocità. Non era mai stato lì da solo e, a dispetto&lt;br /&gt;dell'atteggiamento mostrato poco prima, stava considerando seriamente di scappare via e rassegnarsi a tirare fuori i soldi. Una cornacchia gridò tra gli alberi della boscaglia facendolo trasalire. Era in piedi davanti alla finestra aperta. Si era portato uno zaino con una bottiglia d'acqua, una torcia elettrica, una coperta e un grosso Opinel, sottratto dall'orto di suo nonno. Il coltello era sporco di terra e con la lama tutta sbeccata ma era ugualmente capace di infondergli un certo senso di sicurezza. Così lo estrasse dallo zaino e se lo infilò nella tasca anteriore dei jeans. Poi guardò il cielo che iniziava a tingersi di rosso e, facendosi coraggio, scavalcò il davanzale della finestra. Non gliel'avrebbe mai data vinta.&lt;br /&gt;Una volta dentro attese che i suoi occhi si abituassero alla semioscurità. L'ultima volta che erano entrati nella casa era stato almeno un anno prima, l'estate precedente. Non ricordava più esattamente come fossero disposte le stanze. L'odore di muffa gli afferrò la gola come una mano artigliata. Tossì un paio di volte per riprendersi, poi fece due passi nella stanza che probabilmente era stata il salone. Il pavimento era coperto di lattine di birra accartocciate e cocci di vetro. I resti di un fuoco non troppo vecchio lo turbarono per un momento e sperò che a nessuno venisse in mente di andarsi ad ubriacare lì proprio quella sera.&lt;br /&gt;Si spostò nella cucina, dove le famigerate piastrelle del pavimento gli fecero irrigidire i muscoli della schiena. Improvvisamente tutte le storie ripetute dai vecchi avvinazzati gli parvero molto più verosimili. Accese la torcia e la puntò a terra aspettandosi di trovare tracce di sangue. Tutto quello che illuminò fu uno spesso strato di polvere accompagnato da pezzi di intonaco caduti dal soffitto. Sospirò brevemente.&lt;br /&gt;- Che coglione - si disse a bassa voce - dopo tanti anni non sarà rimasto più niente.&lt;br /&gt;Si chiese se fosse prudente andare di sopra. Le altre volte, con i ragazzi, non ci aveva pensato ma il pavimento avrebbe potuto cedere sotto il suo peso. Comunque, dopo aver trovato le birre e i resti del falò, doveva accertarsi che nella casa non ci fosse nessun'altro o non avrebbe trovato il coraggio di restarci tutta la notte.&lt;br /&gt;Così tornò nel salone, puntò il raggio giallo verso le scale e affrontò controvoglia il primo gradino. Il legno scricchiolava sotto le suole delle sue scarpe da ginnastica. Procedeva piano, fermandosi qualche secondo tra un passo e l'altro per percepire eventuali rumori. Via via che avanzava nella salita si convinceva di essere solo. Giunto in cima alle scale puntò la luce nel lungo corridoio davanti a sé. Si aprivano due porte per lato. Si ricordava che la prima a destra dava su un grande bagno dove era rimasta una grossa vasca che poggiava su delle zampe di leone dorate. La porta era aperta. Dentro la stanza non c'era niente, a parte una striscia di escrementi di topo sul fondo della vasca.&lt;br /&gt;La stanza di fronte era probabilmente stata una camera da letto. Era completamente vuota. Sui muri qualcuno si era divertito a disegnare un uomo e una donna intenti ad accoppiarsi in una posizione improbabile. Sergio considerò che avrebbe saputo fare di meglio con una bomboletta a portata di mano.&lt;br /&gt;Anche la seconda stanza a destra, dopo il bagno, era stata svuotata. Una decina di sacchi di calce erano stati impilati contro la parete di fronte alla porta.&lt;br /&gt;L'ultima stanza a sinistra era quella in cui avevano trovato il baule con i vestiti. La porta era chiusa e Sergio lo giudicò strano. In più il ricordo degli abitini antichi di quei bambini,  probabilmente uccisi, contribuì a inquietarlo.&lt;br /&gt;Stava in piedi, a metà del corridoio rivolto verso il fondo, a fissare una finestra sprangata. Si avvicinò e attraverso le persiane chiuse vide che fuori si era ormai fatta notte. Un rumore al di là della porta chiusa lo gelò. Un rumore di passi. Si girò e si mise a correre verso le scale. Fece gli scalini tre alla volta ma sull'ultimo salto inciampò cadendo in modo scomposto. La torcia gli scivolò di mano e si spense rotolando sul pavimento. Sergio si ritrovò al buio ai piedi delle scale, con un ginocchio dolorante.&lt;br /&gt;Si sollevò a fatica e, zoppicando, raggiunse l'angolo del salone di fronte alle scale. Mise una mano in tasca ed estrasse il coltello, lo aprì.&lt;br /&gt;Tenendo la lama puntata davanti a sé guardava fisso la rampa di scale. Tremava convulsamente e non riusciva a distinguere che qualche sagoma nel buio. D'improvviso un cigolio venne dall'alto: una porta veniva aperta lentamente. Sergio era paralizzato dalla paura e dal dolore. Gli parve di sentire il pavimento del corridoio scricchiolare sotto dei passi incerti. Non riusciva a muoversi dal suo angolo né ad urlare.&lt;br /&gt;Gli sembrò di avere della sabbia in gola. Gli sembrò che di sabbia bagnata fossero fatti i propri polpacci e che si sarebbero sfaldati se solo si fosse azzardato a muovere un passo.&lt;br /&gt;Gli scricchiolii terminarono. Sergio guardava in cima alle scale. Indovinò la figura di un uomo. Immediatamente questo prese a correre verso il basso, come lui stesso aveva fatto poco prima. Sergio ebbe l'assurda sensazione che quello potesse vedere nel buio, che sapesse di lui nascosto in quell'angolo. Così, spinto dalla disperazione, gli si fece incontro brandendo il coltello. L'ombra salto dal penultimo gradino nella sua direzione emettendo un verso simile ad un urlo. Sergio raccolse tutte le sue forze in un colpo ed affondò la lama per l’intera lunghezza nel petto dello sconosciuto aggressore. L'uomo nel buio cadde sulla schiena praticamente all'istante, e dopo un rantolo rimase immobile.&lt;br /&gt;Sergio era attonito. Si mosse senza capacitarsi di quanto stesse facendo. Strisciando rasente al muro si accucciò tastando il pavimento. Dopo qualche infinito secondo trovò la torcia. Sporgeva da sotto il corpo esanime. La recuperò. Non era rotta, la ghiera si era svitata. Dopo averla sistemata la luce riapparse quasi inaspettatamente, ferendogli gli occhi. La puntò riluttante sul corpo del suo aggressore. Il manico dell'Opinel sporgeva orrendamente dal pettorale sinistro. Una macchia scarlatta si era allargata attorno alla lama, sulla T-shirt chiara. Sergio ne aveva una uguale. Tutti quelli più o meno della sua età, che avevano fatto gli animatori al centro estivo del paese, ne avevano una. Era gialla, con la scritta blu nel mezzo "Estate Ragazzi". Invece più in alto, sempre in blu, c'era una scritto in piccolo il nome dell'animatore.&lt;br /&gt;Sergio puntò la torcia sullo stomaco di quello a terra. Il sangue era arrivato ormai fino a lì, inzuppando quasi del tutto la maglietta. Il fascio di luce tremava senza ritegno. Fece un lungo respiro costringendosi a calmarsi. Si afferrò il polso destro con la mano sinistra e punto la luce sul manico del coltello. Poco sopra, persa in una pozzanghera di sangue, una scritta appena leggibile: "Vincenzo". Gli piombò sopra. Non respirava. Era morto.                                                         &lt;br /&gt;Sergio si sentì svenire. Fece qualche passo indietro fino al muro e cominciò a singhiozzare. Aveva appena ucciso un ragazzo, un suo amico. Rimase rannicchiato in lacrime per molto tempo. La torcia, poggiata a terra, illuminava il volto inespressivo di Vincenzo, gli occhi spalancati.&lt;br /&gt;Quando non riuscì più a piangere, sentendo gli occhi così gonfi da faticare ad aprirli, cominciò gradualmente a recuperare il controllo di sé. Cercò di riordinare le idee. Concluse che Vincenzo si fosse nascosto in casa arrampicandosi al piano di sopra, magari scalando un albero. Forse voleva spaventarlo per farlo scappare via e vincere la scommessa.&lt;br /&gt;Il primo impulso fu quello di correre fuori e andare alla caserma dei carabinieri per raccontare tutto.&lt;br /&gt;Poi pensò al diploma, ai progetti per l'università. Pensò al futuro. Si vide costretto in una cella di tre metri per due, un giorno dopo l'altro, a condividere il letto a castello con un qualche violentatore psicopatico. Anche se involontariamente, aveva pur sempre ammazzato una persona.&lt;br /&gt;Spense la torcia. Doveva concentrarsi senza che quella faccia lo guardasse&lt;br /&gt;giudicandolo.                &lt;br /&gt;Iniziò a camminare in cerchio, a un passo dal cadavere, sempre più nervoso, riluttante all'idea che a poco a poco gli stava annebbiando la mente. Cominciò a parlare sommessamente a se stesso.                                                   &lt;br /&gt;- Comunque se l'è cercata. Venire a farmi uno scherzo così, qui dentro poi...&lt;br /&gt;- ... Ed è sempre stato uno stronzo. Ha sempre trattato tutti male. Alla fine non eravamo nemmeno veri amici... Anzi non lo sopportavo proprio.        &lt;br /&gt;Andò avanti così, nel buio completo, per un'ora buona. Poi guardò l'orologio al polso. Erano le quattro, di lì a poco sarebbe stato giorno. Non c'era altro tempo da perdere.&lt;br /&gt;Accese la torcia ed inquadrò il cadavere a terra. Si accosciò e fissò il manico di legno marroncino che sporgeva dalla carne. Lo afferrò con la mano destra e lo tirò con poca convinzione. Il coltello si mosse di qualche millimetro ma non venne fuori. Così prese a girarlo mentre lo strattonava con forza sempre maggiore. Un po’ alla volta l’acciaio scivolò fuori, stridendo contro le coste. Sergio riuscì infine ad estrarre l’arma del tutto. La mise davanti alla torcia, all’altezza del suo naso: il metallo non era più incrostato di terra. Era quasi lucido, leggermente nascosto da un viscoso alone di porpora. Passò la lama su una spalla di Vincenzo in un verso e nell’altro. Così asciugato richiuse il coltello e se lo infilò in tasca.&lt;br /&gt;Si rialzò in piedi e fissò dall’alto la ferita. Più che altro la immaginò. La maglietta infatti si era così intrisa da sembrare nera e un debole fiotto di sangue era iniziato ad uscire dal punto in cui fino a poco prima era conficcato il coltello.&lt;br /&gt;Sergio era più robusto di Vincenzo e giudicò di poterselo caricare facilmente sulle spalle. Lo sollevò dal pavimento senza provare alcuna emozione. Né aveva più male al ginocchio. L'adrenalina lo aveva rianimato, trasfigurato. Salì le scale senza troppa fatica, quasi correndo verso la stanza col baule, con la testa senza vita che gli ciondolava sulla schiena. La porta era socchiusa e la spalancò con un calcio. La finestra di fronte sbatteva nel vento anche se le persiane erano chiuse. Era proprio entrato da lì.                             &lt;br /&gt;Sergio si mosse sicuro verso il baule. La serratura era rotta, come l'avevano lasciata un anno prima. Poggiò il corpo sul pavimento. Aprì il baule e lo vuotò completamente tirando fuori alla rinfusa i vestitini polverosi. Recuperò il cadavere e lo adagiò con cautela sul fondo della cassa. Si alzò in piedi per riprendere fiato. Uscì nel corridoio e corse a recuperare uno dei sacchi di calce che aveva notato ormai quasi due ore prima. Tornò al baule e svuotò il sacchetto ricoprendo il corpo, sul quale il sangue aveva cominciato a rapprendersi. Sollevò la testa di Vincenzo pensando ad un’anguria, e la infilò nel sacchetto vuoto che gli era rimasto in mano. Poi un flash gli attraverso la mente. Prese a frugargli affannosamente nelle tasche. Stava iniziando a preoccuparsi quando sentì sotto le dita il freddo metallo delle sue chiavi di casa. Estrasse il mazzo e lo mise nello zaino.   &lt;br /&gt;Rimase fermo a pensare per un momento. Poi rivoltò il morto su un fianco e gli tolse il portafoglio da una tasca posteriore. Lo aprì, prese quello che cercava e lo richiuse delicatamente rimettendolo al suo posto.&lt;br /&gt;Quindi raccolse tutti vestitini da terra e li gettò in fretta nel baule fino a che il macabro contenuto divenne invisibile. Richiuse il coperchio e restò per un attimo in piedi, al centro della stanza, a guardarlo.&lt;br /&gt;Scese al piano inferiore e spense la torcia. Erano ormai le quattro e mezza e l'alba si avvicinava rischiarando il cielo di un timido azzurro. Prima di attraversare la cancellata controllò che in giro non ci fosse nessuno. Deserto.&lt;br /&gt;Giunto a casa andò in camera sua e prese la vecchia bibbia dalla libreria. La aprì guardando le diecimila lire incastrate tra due pagine. Poi si mise una mano in tasca ed estrasse un'altra banconota uguale a quella ma accartocciata. La guardò controluce. Era sporca di calce, la soffiò via. La mise sotto l'altra e ripose il libro.&lt;br /&gt;Si avvicino alla finestra da dove, in lontananza, si intravedeva la villa sulla collina e sussurrò:&lt;br /&gt;- Scommettiamo quante notti lì da solo resterai?&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;…Continua?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-7171861288672894786?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/7171861288672894786/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=7171861288672894786' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/7171861288672894786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/7171861288672894786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2010/04/un-gioco-da-ragazzi_4342.html' title='Un gioco da ragazzi'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/S82KUrgbSyI/AAAAAAAAAiw/DXwQCz0DOqI/s72-c/casa+blog.png' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-820309216713645354</id><published>2010-02-14T03:12:00.002+01:00</published><updated>2011-07-01T13:26:29.930+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Importa resistere</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/S3dcT7pUvWI/AAAAAAAAAh4/Y0Yuvw_Fnks/s1600-h/VanGogh.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 251px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/S3dcT7pUvWI/AAAAAAAAAh4/Y0Yuvw_Fnks/s320/VanGogh.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5437916572571450722" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E tutto è un'attesa, un affanno, una caduta. Treni, tram, code, smog, esami, libretti, documenti, lavori e sabato e domenica e poi sempre da capo. Ancora e ancora fino a sputare il sangue, fino a crepare davanti alla televisione. Fino a che, chissà fino a che...&lt;br /&gt;No. Sarà un treno, un aereo, una striscia d'asfalto. La neve o il deserto e acque gelide e onde salate, sotto un altro vento. Sotto altri pensieri.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;...Continua?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-820309216713645354?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/820309216713645354/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=820309216713645354' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/820309216713645354'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/820309216713645354'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2010/02/importa-resistere.html' title='Importa resistere'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/S3dcT7pUvWI/AAAAAAAAAh4/Y0Yuvw_Fnks/s72-c/VanGogh.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-4828502179069313930</id><published>2009-12-12T11:09:00.003+01:00</published><updated>2011-07-01T13:24:09.917+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>Un brusco risveglio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SyNtJWlM18I/AAAAAAAAAho/_45hd9YLJ4s/s1600-h/blog.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 242px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SyNtJWlM18I/AAAAAAAAAho/_45hd9YLJ4s/s320/blog.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5414291184477329346" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Quell'istante fu così violento, così rapido che non gli lasciò il tempo di capire se fosse esistito veramente o se invece la sua vita fino a quel momento non fosse stata solo il lungo, unico sogno di qualcun altro.&lt;br /&gt;Riprese conoscenza e per un momento ebbe paura di essere diventato cieco. Poi capì di essere semplicemente al buio. La cosa non lo tranquillizzò molto.&lt;br /&gt;Era sdraiato, con la schiena e le gambe nude a contatto con una superficie gelida, ipotizzò che fosse metallo.&lt;br /&gt;Provò a mettersi a sedere ma con la testa urtò la parete sopra di lui. Iniziò a respirare affannosamente, a urlare in modo scomposto. Dove si trovava? Possibile che...&lt;br /&gt;Il freddo si fece più pungente, in breve insopportabile. Prese a tremare convulsamente mentre continuava a gridare graffiandosi la gola.&lt;br /&gt;Strisciò in avanti sulla schiena ma anche in quella direzione trovò poco spazio. Calciò più forte che poté, con le pianti dei piedi nude e frustate dal freddo. Niente.&lt;br /&gt;Allungò le braccia dietro la testa e con le mani incontrò la quarta parete metallica.&lt;br /&gt;In un sussulto fu costretto ad accettare di trovarsi in una bara.&lt;br /&gt;Non sapeva come ci fosse finito. Molte volte si era chiesto quanto avrebbe dovuto essere orribile venire sepolti vivi. In quel momento seppe che mai, neanche lontanamente, aveva immaginato un terrore così puro e paralizzante.&lt;br /&gt;Iniziò a sudare, ed ogni goccia di liquido che filtrava dalla sua pelle diventava immediatamente una piccola lacrima gelata. Era come se tutto il suo corpo piangesse mentre lui non riusciva a fare altro che urlare e urlare, sempre più forte.&lt;br /&gt;D'improvviso serrò la bocca in un morso. Si toccò le cosce, poi l'inguine, le spalle. Era completamente nudo, in quella trappola sconosciuta.&lt;br /&gt;Pensò ad una camera ardente. Gli venne in mente quel suo vecchio zio, come addormentato, con la  pelle giallognola, quasi avvolto dalla seta che ricopriva l'interno della bara.&lt;br /&gt;La seta... Tastò ancora una volta il metallo liscio attorno a sé, come per verificare di non essersi sbagliato. Non trovo niente di morbido. E poi non aveva mai saputo di nessuno che venisse seppellito nudo.&lt;br /&gt;No. Lui doveva trovarsi al passaggio precedente. Il suo corpo indifeso, il metallo, il freddo. Quella poteva essere solo la cella frigo di un obitorio. Si erano certamente sbagliati, lo avevano scambiato per morto e lo avevano messo lì dentro. Pensò a tutti i telefilm polizieschi che conosceva e subito gli venne da toccarsi gli alluci per cercare un cartellino con su scritto il suo nome.&lt;br /&gt;Lo spazio angusto non gli permise questa operazione e tutto quel che riuscì a fare fu toccarsi un piede con l'altro, solo per scoprire che non c'era nessun cartellino.&lt;br /&gt;Il freddo cominciò a farsi insistente, ad inebriarlo in modo graduale. Riprese a gridare più per sfogo che per chiedere aiuto. Dopo le prima urla infatti aveva realizzato, senza riuscire completamente ad accettarlo, che non ci fosse nessuno nelle vicinanze in grado di sentirlo.&lt;br /&gt;Anche questa considerazione non contribuì a calmarlo. Se appena aveva scoperto dove potesse trovarsi questo non cambiava il fatto che fosse imprigionato senza sapere il perché. Non ricordava nulla dopo quel lampo verde che lo aveva sorpreso in camera da letto.&lt;br /&gt;D'improvviso un forte prurito allo sterno interruppe il filo dei suoi pensieri. Si grattò con violenta decisione senza ottenerne un gran beneficio. Il prurito mutò infatti in un bruciore poco intenso ma insistente che gli partiva dallo stomaco per arrivargli fino alla base del collo. D'istinto allungo una mano sul ventre. Poco sopra l'ombelico percepì sotto i polpastrelli uno strato di pelle in rilievo. Era come quando ci si graffia e poi cresce una piccola crosta lungo l'escoriazione. Qualcosa di similmente rigido, solo un po' più spesso. E risalendo con le dita trovò che quella sorta di accumulo di epidermide proseguiva ininterrotto, a dividere in due parti il tronco, fino all'altezza del pomo d'Adamo.&lt;br /&gt;Si chiese se non fosse quella specie di taglio la causa della sua perdita di coscienza. Certo a ben pensarci era una ferita strana, magari un po' troppo regolare.&lt;br /&gt;Benché sempre più intontito dal freddo e spaventato dalla situazione, non poté impedire al proprio cervello di mettersi a lavorare. L'associazione, che per un attimo si sforzò di ignorare, generò nella sua mente un'unica, secca parola. Autopsia.&lt;br /&gt;A quel punto non se la sentì nemmeno di urlare. Il silenzio si fece denso e soffocante come una colata di spesso miele. Il buio restò quel che era, solo un po' più sconosciuto se possibile. Un'autopsia su una persona viva. Lo escluse. Però...&lt;br /&gt;Se davvero lo avessero scambiato per morto? Se qualche medico incompetente (ma davvero un macellaio) non avesse rispettato le ore stabilite per dichiararlo deceduto e avesse pensato di aprirlo un po' in anticipo rispetto alla prassi? Poteva essersi accorto del danno, averlo richiuso in fretta e aspettare che morisse lì, nella sua celletta, per evitare guai.&lt;br /&gt;In quel cubicolo tutto gli parve possibile.&lt;br /&gt;Così possibile che appoggiò due polpastrelli premendo sulla carotide e quello che sentì fu... Proprio niente. Provò ancora e ancora, senza risultati. Poi passò ai polsi, al torace. Nessun segno. Pareva proprio che il suo cuore si fosse fermato.&lt;br /&gt;Sgomento, non capì. Com'era possibile che il suo cuore avesse smesso di battere, che portasse i segni evidenti di un'autopsia e che pure continuasse a vivere, ad essere cosciente di esistere?&lt;br /&gt;Eppure, a parte il solito lampo verde, non ricordava altro. Non ricordava il suo nome o la sua casa. Anzi, via via che i minuti passavano non sapeva più cosa fossero un nome od una casa. Quel che perdeva in lucidità lo acquistava in fame. E di colpo non si sentì più spaventato o inquieto ma solo  vorace come un animale appena svegliatosi da un lungo letargo, consapevole esclusivamente di doversi nutrire il più possibile, il prima possibile.&lt;br /&gt;E con la fame cresceva la rabbia di non potersi liberare da quella prigione. E ormai tutte le sue energie si concentravano su quelle pareti che lo dividevano, questo sì lo sapeva sicuramente, da un mondo esterno dove potersi finalmente sfamare. E batteva con i piedi e con i pugni chiusi in una morsa serrata nel vano tentativo di distruggere l'odiato contenitore.&lt;br /&gt;E proprio nel mezzo della sua ribellione un rumore intervenne a calmarlo. Uno scatto, un filo di bianco ai suoi piedi e poi la luce potente che lo investiva sorprendendolo.&lt;br /&gt;Venne tirato verso l'esterno. Un volto paffuto e incredulo lo scrutava dall'alto. L'uomo in camice bianco che lo aveva liberato gli disse qualcosa che non riuscì a capire e che comunque non gli interessava. Poi si piegò verso di lui offrendogli il collo nudo, quello sì, pulsante di vita. Finalmente poté mangiare. Addentò quella carne rosea e calda. E dopo pochi morsi si sentì rinascere. L'uomo che aveva aperto la cella si afflosciò sulle piastrelle bianche che, come il camice, si tinsero di rosso. Lui si levò dallo scomparto ormai aperto e si portò a sua volta a terra. Con avidi morsi staccò brani e brani di pelle, di muscoli, di grasso, fino a che non divennero brandelli. Quando sentì le ossa  scricchiolare sotto i denti si alzò in piedi barcollando. Non era sazio.&lt;br /&gt;Allora si incamminò sugli arti malfermi lasciandosi alle spalle la carcassa devastata. I suoi passi trascinati disegnarono piccole strisce scarlatte sul pavimento candido. Uscì da quell'edificio troppo illuminato per i suoi deboli occhi.&lt;br /&gt;Sulla strada la notte lo salutò in una luce molto più tenue ed accogliente. Altri come lui, a decine, arrancavano in cerca di cibo. Sollevò la testa annusando l'aria. In lontananza le luci della città lo attiravano invitanti. Si leccò le labbra ancora umide di sangue e, ingordo di carne, si avviò speranzoso tra i suoi simili.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;...Continua?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-4828502179069313930?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/4828502179069313930/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=4828502179069313930' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/4828502179069313930'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/4828502179069313930'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2009/12/un-brusco-risveglio.html' title='Un brusco risveglio'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SyNtJWlM18I/AAAAAAAAAho/_45hd9YLJ4s/s72-c/blog.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-7337070851009816632</id><published>2009-11-14T10:29:00.006+01:00</published><updated>2011-07-01T13:24:09.917+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>Un pezzo d'antiquariato</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/Sv58uDAyV6I/AAAAAAAAAhg/yxi6WAeeQmA/s1600-h/178731.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 221px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/Sv58uDAyV6I/AAAAAAAAAhg/yxi6WAeeQmA/s320/178731.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5403893733415606178" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Gli specchi non sono amichevoli. E nemmeno rassicuranti. Non per le immagini che rimandano. Il più delle volte, la gente che ci si riflette è troppo distratta dal rumore del mondo per riuscire davvero ad accettare quel che vede in quelle lastre di vetro e argento.&lt;br /&gt;No, davvero. Il vero pericolo degli specchi non è in quello che rilasciano. Ma in quello che trattengono.&lt;br /&gt;Per quel che riesco a ricordare l'antica specchiera di legno scuro è sempre stata in casa nostra. Solenne, a dispetto della sua mole non proprio monumentale, ci guardava vivere dal suo posto, al fondo del lungo corridoio cieco.&lt;br /&gt;Certo i decenni l'avevano pur segnata: i tre scompartimenti nella parte inferiore avevano perso  (chissà quando e chissà come) i loro sportelli, mostrando senza pudore il loro ventre chiaro e puzzolente di muffa. Pendeva poi un po' sul lato destro, come una vecchia stanca che si appoggiasse al muro per riprendere fiato.&lt;br /&gt;E naturalmente lo specchio. Lo specchio era lungo circa un metro, in modo che quando ci si mettesse davanti inquadrasse non più che dalla vita alla testa di una persona. Il fondo era tutto puntinato di scuro e verso le parti periferiche alcune macchie più estese lo avevano reso, in quelle aree, del tutto inservibile.&lt;br /&gt;Una volta, da ragazzino, chiesi a mio padre perché semplicemente non se ne sbarazzasse per comprarne uno nuovo, magari più ampio e funzionale.&lt;br /&gt;Mi guardò come se lo avessi appena avvisato della mia imminente volontà di sposare una mucca da latte. Poi fece un gran sospiro e, con l'aria di chi sta cercando di sopprimere un qualche istinto violento, mi spiegò che quel mobile era stato dato a mia nonna da sua madre, che l'aveva ricevuto a sua volta da sua madre e così via...&lt;br /&gt;Insomma, stando a mio padre, quella vecchia carcassa avrebbe potuto avere tranquillamente più di duecento anni. Così quando i miei genitori mi lasciarono per sempre, la casa passo a me e con essa il vecchio specchio.&lt;br /&gt;Tutto accadde in una notte, la più adatta ovviamente.&lt;br /&gt;Tanto per stare in compagnia decisi di invitare un vecchio amico a cena.&lt;br /&gt;Il sole, che non era esattamente sorto al mattino, stabilì di concludere presto quella sua giornata malata. Così, prima che me ne rendessi conto, la notte cadde come un unico grumo di sangue nerastro, abbracciando in un velo di nebbia gelata la casa e il bosco tutt'intorno.&lt;br /&gt;Di lì a breve giunse il mio invitato. Cenammo con calma e abbondantemente, senza far attenzione alle bottiglie di vino nero che ci lasciavamo dietro, una dopo l'altra.&lt;br /&gt;Finita la cena ci spostammo in salotto per bere un digestivo e fumare dei sigari che il mio amico aveva portato con sé. Restammo parecchio a parlare di ricordi e speranze disattese, di dove la vita avesse portato, nostro malgrado, ciascuno di noi, così lontano da dove avevamo pianificato.&lt;br /&gt;Quando la pendola sopra le nostre teste batté un solo, secco rintocco il mio ospite si alzò in piedi di scatto, in un movimento così inaspettato da farmi trasalire.&lt;br /&gt;-Io so d'un rituale- disse- da compiere questa notte, tra mezz'ora esatta.&lt;br /&gt;-Un rituale?- mi incuriosii- Di che tipo?&lt;br /&gt;-Una volta all'anno, in questa notte, i morti ci possono parlare.&lt;br /&gt;Pensai subito che l'alcol fosse il vero responsabile di quell'affermazione. Guardando bene il mio compagno però, mi sembrò che fosse piuttosto lucido, così lo invitati a proseguire.&lt;br /&gt;-Sembra che le anime dei defunti aspettino questa notte per tornare a parlare con i vivi. Per fare degli scambi...&lt;br /&gt;-Che genere di scambi?&lt;br /&gt;-Loro possono allungare la vita terrena. In cambio di qualcosa per sé.&lt;br /&gt;Ero sempre stato piuttosto scettico rispetto alla possibilità di un'anima vivente in eterno quindi quel discorso mi parve privo di senso anche se in linea con la pittoresca personalità del mio invitato.&lt;br /&gt;La noia mi spinse però a fargli un'altra domanda -e che cosa servirebbe per questo rituale?&lt;br /&gt;-Poche cose: uno specchio abbastanza grande, tre lumini e... una goccia di sangue. Una per ognuno di noi.&lt;br /&gt;Il pensiero del sangue mi orripilava non poco, anche si trattasse di una sola, misera goccia.&lt;br /&gt;Ma a quel punto mi ero deciso ad andare fino in fondo così andai in cucina a recuperare tre piccoli lumini cilindrici da un armadietto e poi in bagno dove trovai un piccolo ago da siringa.&lt;br /&gt;Con questi oggetti lasciammo il salotto dirigendoci verso la secolare specchiera al fondo del corridoio buio.&lt;br /&gt;Raggiunto il mobile passai al mio amico i tre lumini. Lui li dispose sul pavimento a formare i vertici di un triangolo invisibile, grande abbastanza da contenerci entrambi. Il triangolo era rivolto verso lo specchio, come una sorta di freccia.&lt;br /&gt;Il mio amico mi invitò a spegnere tutte le luci della casa. Lo feci prontamente e poi tornai verso di lui senza troppe difficoltà, evitando ogni ostacolo a memoria. Mi sistemai alla sua sinistra, in piedi, al centro del triangolo.&lt;br /&gt;-Ora silenzio- mi intimò- è quasi il momento.&lt;br /&gt;In quell'istante vidi la scena con gli occhi di un osservatore esterno e non riuscii ad evitare di trovare il tutto decisamente ridicolo. Due uomini di mezza età fermi in piedi, al buio, di fronte ad uno specchio.&lt;br /&gt;Il filo dei miei pensieri fu però interrotto dal bagliore di un fiammifero con il quale il mio ospite accese il primo dei tre lumini, quello posto alle sue spalle, sul lato destro.&lt;br /&gt;Poi contò sommessamente fino a sessanta, fece brillare un secondo fiammifero e si chinò per infuocare il cero alle mie spalle.&lt;br /&gt;Ripeté il conteggio e infine diede luce anche al lumino davanti ai nostri piedi.&lt;br /&gt;-L'ago, per favore.&lt;br /&gt;Trassi il piccolo involucro sigillato dalla tasca dei pantaloni e glielo porsi.&lt;br /&gt;-La tua mano.&lt;br /&gt;Non senza uno sforzo di volontà sollevai la mano destra e gliela offrii, aperta e vagamente tremante.&lt;br /&gt;-La sinistra.&lt;br /&gt;Non obiettai e, senza capire la differenza, sollevai l'altra mano che il mio ospite si apprestò a bucare. Il pizzico che sentii sul polpastrello dell'indice mi lascio stranamente indifferente, forse perché la mancanza di luce mi aveva impedito di seguire l'operazione.&lt;br /&gt;-Adesso bucherò anche la mia. Poi, quando sentirai il rintocco della pendola, non prima, verserai una goccia del tuo sangue sulla fiamma davanti a noi. Io farò esattamente lo stesso.&lt;br /&gt;Annuii semplicemente. Non che potesse accorgersene. Ma il suo tono cominciò ad inquietarmi e la voce sembrava avermi del tutto abbandonato.&lt;br /&gt;Così tesi l'orecchio in direzione del salotto e, appena udii il mezzo rintocco, feci esattamente come mi aveva ordinato.&lt;br /&gt;Il nostro sangue cadde unito sulla fiamma senza spegnerla ma anzi alimentandola fino a farla diventare un lingua di fuoco che si innalzò fino ai nostri occhi.&lt;br /&gt;Guardavo la fiamma danzare alta quanto una persona, cercando di convincermi che il mio amico si stesse prendendo in qualche modo gioco di me.&lt;br /&gt;Poi un volto apparve candido nello specchio che, fino a quel momento, aveva riflesso solo il buio  trafitto dall'esplosione di fuoco dal cero sul pavimento.&lt;br /&gt;La fiamma tornò repentinamente alle sue dimensioni normali. Il volto cinereo, nient'altro che un cranio calvo, coperto da una sottile pellicola di epidermide, tesa come la pelle di un tamburo; gli occhi scuri e profondi come due fosse, ci guardava da dietro il vetro dello specchio.&lt;br /&gt;Da dentro lo specchio.&lt;br /&gt;Mi sentivo pietrificato. Un folata gelida e fetida ci avvolse, come l'alito di mille cadaveri.&lt;br /&gt;Mi bastò osservare il profilo del mio amico per capire quanto inaspettato fosse per lui quell'avvenimento. Forse inizialmente aveva voluto giocare all'apprendista stregone ma la cosa era chiaramente molto lontana dal suo controllo.&lt;br /&gt;Fece per arretrare e uscire dal triangolo ma una forza invisibile lo risospinse verso il centro. Allora mi scossi e lo imitai; fu come se delle mani gelide mi costringessero violentemente in avanti.&lt;br /&gt;Disperato fissai il pavimento, senza il coraggio per fronteggiare il volto che ancora si stagliava nello specchio. Poi fu proprio il nostro nuovo compagno a parlare, con una voce che sembrò provenire dal fondo di un pozzo pieno d'acqua, come una sorta di gorgoglio.&lt;br /&gt;-Chi turba il mio riposo?- Tuonò.&lt;br /&gt;Il mio compagno di sventura non sembrò troppo intenzionato ad aprir bocca. Riguardo a me poi, le mie labbra si erano come incollate tra di loro. In bocca il sapore pastoso del terrore.&lt;br /&gt;Mi costrinsi a sollevare lo sguardo senza tuttavia fissarlo direttamente su quella strana entità.&lt;br /&gt;Vidi che nelle orbite cave si erano accese due fiamme di un rosso vivissimo, forse ad indicare la rabbia che quell'essere provava per via della nostra mancata risposta.&lt;br /&gt;-Chi turba il mio riposo?- Ripeté la domanda in un urlo molto potente. I vetri di alcune finestre esplosero nel corridoio alle nostre spalle facendo penetrare in casa la notte bianca di ghiaccio. Nessuno di noi due si voltò a guardare. Non volevamo dare le spalle allo specchio.&lt;br /&gt;Finalmente il mio amico si decise a parlare. In un sospiro pronunciò il suo nome e poi il mio.&lt;br /&gt;Ci furono alcuni secondi di silenzio. Poi il volto aprì di nuovo la bocca scheletrica.&lt;br /&gt;- Vi avviate alla fine del vostro percorso mortale. Siete già oltre la metà della vostra esistenza corporea. Ma io posso far vivere uno di voi per cento anni ancora.&lt;br /&gt;-C-come?- Chiesi io&lt;br /&gt;-Prendendomi l'altro.&lt;br /&gt;Lo disse così, asciuttamente. Se non fosse stato privo di labbra e di muscoli potrei dire che avesse sorriso.&lt;br /&gt;Il mio amico voltò la testa per guardarmi.&lt;br /&gt;-No. Non voglio- disse- lasciaci solo andare!&lt;br /&gt;-Questo non è possibile. Siete stati voi, convocandomi qui, che avete stretto il patto. Se non uno, vi avrò entrambi.&lt;br /&gt;Il mio ospite vacillò. Io pensai di non aver capito bene. Uno di noi avrebbe dovuto morire. L'altro vivere ancora cento anni. Come potevo crederci?&lt;br /&gt;Provai a scagliarmi contro lo specchio, con l'intenzione di distruggerlo. Ma la stessa forza che mi aveva sospinto in avanti mi costrinse anche indietro, questa volta molto più violentemente.&lt;br /&gt;Il mio compagno osservò la scena. Poi, evidentemente combattuto, diede un ultimo sguardo a quello che era diventato il padrone dei nostri ultimi minuti e si rivolse a me&lt;br /&gt;-Scusami- mi disse- ma non me la sento di morire questa notte.&lt;br /&gt;Detto questo mi si scagliò contro con le braccia spalancate, nell'evidente intenzione di immobilizzarmi.&lt;br /&gt;Io però fui più veloce di lui e, forse per via della mia bassa statura, gli sfuggii facilmente sebbene in quello spazio angusto. Mi abbassai afferrandogli le caviglie a tirai con tutta la forza che avevo. Cadde violentemente sulla schiena e, sbattendo forte il capo sul pavimento, svenne.&lt;br /&gt;Ancora ansimante per l'azione guardai il corpo esanime, provando un misto di rabbia e senso di colpa.&lt;br /&gt;Aveva provato a consegnarmi a quella cosa. Certo l'aveva fatto per salvare se stesso ma comunque in quel momento non riuscii a perdonarlo. Sacrificarmi per colui che aveva cercato di uccidermi era fuori questione.&lt;br /&gt;Lo sollevai di peso, non senza sforzo, e lo sporsi verso lo specchio. La superficie riflettente si increspò, come fosse fatta d'acqua, il volto scheletrico divenne trasparente. Poi lasciai andare il traditore che attraversò il vetro. In un certo senso fu come se ne venisse aspirato. Quando anche i piedi, sollevatisi da terra, furono inghiottiti in una sorta di nebbia, il volto bianco riprese consistenza.&lt;br /&gt;-Avete fatto la vostra scelta. Lui ora e mio. Tu vivrai un secolo ancora. Ricorda però: conserva lo specchio. Se si romperà anche tu ti unirai a me.&lt;br /&gt;-Come... Un secolo?&lt;br /&gt;Il volto annuì gravemente.&lt;br /&gt;-Tra cento anni tornerò a reclamare un'altra anima, la tua. O quella di un altro, se vorrai vivere ancora. Se lo vorrai, avrai la vita eterna.&lt;br /&gt;Detto questo il teschio scomparve e lo specchio tornò a riflettere la mia immagine per un istante. Poi le fiamme si estinsero sui ceri e persi conoscenza, nel buio.&lt;br /&gt;Quando il vento freddo del mattino penetrò dai vetri infranti, mi svegliai sulle lastre di marmo del corridoio gelido. Nell'offuscamento che va dal sonno alla veglia pensai subito ad un incubo. Mi stropicciai gli occhi ma i tre lumini sul pavimento non scomparvero, né le finestre tornarono intatte.&lt;br /&gt;Corsi all'ingresso e il cappotto del mio trapassato amico era appeso all'appendiabiti, dove l'avevo lasciato la sera prima. Sul tavolino del salotto i piccoli bicchieri dal liquoroso fondo nero erano due così come i mozziconi di sigaro nel posacenere a fianco, tondi etozzi come due falangi ustionate.&lt;br /&gt;Non avevo sognato.&lt;br /&gt;Il soprabito lo bruciai il giorno dopo. I giornali parlarono della sua scomparsa. Quando vennero ad interrogarmi dissi solo di non averne più saputo nulla dopo che, la sera della cena, mi salutò congedandosi.&lt;br /&gt;Gli anni passarono e, mentre il mondo mutava rapido attorno a me e la morte mieteva il proprio paziente raccolto tra i miei conoscenti, io non invecchiai di un secondo da quella sera.&lt;br /&gt;Ho compiuto centosessantanni lo scorso marzo.&lt;br /&gt;Oggi è il 31 di ottobre. Di cento anni dopo. La specchiera non sta più in fondo al corridoio ma in soffitta, al riparo da ogni possibile urto.&lt;br /&gt;Poco fa ho disposto tre lumini sul pavimento polveroso ai piedi del mobile, a formare un triangolo. In una tasca dei jeans ho riposto un piccolo ago epidermico, sigillato nella sua plastica blu. Nell'altra una piccola rivoltella. Mi servirà tra non molto.&lt;br /&gt;La ragazza immobilizzata alla poltrona si è svegliata e mi guarda mugugnando mentre, seduto al tavolo del salotto, scrivo queste righe. Il bavaglio non le permette di urlare anche se non è troppo stretto da impedirle di respirare. Non posso permettere che soffochi.&lt;br /&gt;L'ho scelta tra molte, ieri notte, sulla statale che porta in città. Tra quelle che vendevano il loro corpo mi è parsa la meno attaccata alla vita, la più priva di speranze.&lt;br /&gt;Lei è giovane. Non ha vissuto un secolo e mezzo. Non sa che la vita è come una droga: più ne hai e più te ne serve, per sentire qualcosa.&lt;br /&gt;La pendola ha battuto un rintocco. Lo specchio sopra le nostre teste ci attende. Sembra che ora si sia ripresa completamente. Forse non capisce, forse vorrebbe andare. Per tranquillizzarla le farò vedere la pistola. Poi le dirò che, se farà quel che voglio, la lascerò libera. Ovviamente mi dispiacerà spingerla dentro il vetro, sebbene non creda che qualcuno la piangerà mai.&lt;br /&gt;E poi, come disse un mio vecchio amico una volta, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;non me la sento di morire questa notte&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;...Continua?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-7337070851009816632?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/7337070851009816632/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=7337070851009816632' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/7337070851009816632'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/7337070851009816632'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2009/11/un-pezzo-dantiquariato.html' title='Un pezzo d&apos;antiquariato'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/Sv58uDAyV6I/AAAAAAAAAhg/yxi6WAeeQmA/s72-c/178731.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-3682400940313979040</id><published>2009-10-19T15:58:00.006+02:00</published><updated>2011-07-01T13:26:29.930+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Ore 2.02 (e 14 secondi)</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/Stx35lYsNyI/AAAAAAAAAhQ/jhSIHXgbaOE/s1600-h/faro.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 213px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5394318284854933282" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/Stx35lYsNyI/AAAAAAAAAhQ/jhSIHXgbaOE/s320/faro.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Noi anime inquiete viviamo nella delusione dell'illusione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' come cercare di ingabbiare una belva indomabile. Come voler chiudere il vento in un barattolo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Costretti qui, in questi pochi ripetitivi chilometri. Incasellati in schemi che ci soffocano senza manifestare alcun senso apparente.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quando ci sarà dato di guardare più lontano? Quando avremo il coraggio di rompere il vetro che ci separa dalla libertà che tanto ci sta a cuore? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dipende solo dalla nostra volontà oppure c'è dell'altro?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fino a che punto le nostre nobili intenzioni saranno capaci di spingerci, prima di sbattere la faccia contro il muro della realtà così stantia che ogni giorno ci tocca affrontare?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Più mi sforzo di capire, di prevedere e di pianificare, e più, nella nebbia dei miei vaneggiamenti, si fanno limpide altre miriadi di domande.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le risposte si sono perse o non sono mai state formulate.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La situazione è questa: le possibilità infinite; le scelte reali troppo poche.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' solo una lucida farneticazione. Lo stralcio di un diario di viaggio che attende fremente di essere scritto.&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;"Tra vent'anni sarai più deluso dalle cose che non hai fatto che da quelle&lt;br /&gt;che hai fatto. Quindi liberati e salpa dal porto sicuro. Cattura gli alisei nelle tue&lt;br /&gt;vele.&lt;br /&gt;Esplora. Sogna. Scopri".&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;...Continua?&lt;/div&gt;&lt;p align="right"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-3682400940313979040?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/3682400940313979040/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=3682400940313979040' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/3682400940313979040'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/3682400940313979040'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2009/10/ore-202-e-14-secondi.html' title='Ore 2.02 (e 14 secondi)'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/Stx35lYsNyI/AAAAAAAAAhQ/jhSIHXgbaOE/s72-c/faro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-8379525653262369616</id><published>2009-10-10T10:55:00.005+02:00</published><updated>2011-07-01T13:26:29.930+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Riflessi d'ottobre</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/StBYWY_oeuI/AAAAAAAAAhA/zs6IRa_75To/s1600-h/foto_autunno_7036.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/StBYWY_oeuI/AAAAAAAAAhA/zs6IRa_75To/s320/foto_autunno_7036.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5390905895652195042" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Finalmente ha piovuto.&lt;br /&gt;Non ci speravo quasi più. Quest'estate prolungata stava iniziando a darmi sui nervi.&lt;br /&gt;La gente che si accalcava, sudata, i tram pieni zeppi di persone irritate ed irritanti. Come fosse agosto, mentre sullo schermo del cellulare leggi "ottobre" e ti chiedi se non si sia per caso inceppato qualcosa, se l'addetto al cambio delle stagioni magari, questa volta, si sia dimenticato di girare la manopola del termostato...&lt;br /&gt;Ho aperto l'armadio e la giacca di velluto marrone mi ha guardato ammiccante. Le ho sorriso e poi l'ho tirata giu dall'appendiabiti. Me la sono infalata ansiosamente sopra il pigiama ed ho spalancato la finestra.&lt;br /&gt;In estasi ho sporto la testa fuori.&lt;br /&gt;Gli alberi per fortuna non si sono fatti sorprendere. Al primo cenno di calo della temperatura hanno iniziato a cambiarsi i vestiti. Adesso si pavoneggiano con loro chiome accese, sgargianti. Sembra un incendio di colori.&lt;br /&gt;Nell'aria c'è quell'odore di umido, di funghi, di foglie e sterpaglie bruciate, forse quasi di caldarroste. Qualche cane abbaia non so a che cosa, il sole si nasconde pallido dietro le nuvole d'avorio.&lt;br /&gt;Sono felice. E' di nuovo autunno.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;...Continua?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-8379525653262369616?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/8379525653262369616/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=8379525653262369616' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/8379525653262369616'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/8379525653262369616'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2009/10/riflessi-dottobre.html' title='Riflessi d&apos;ottobre'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/StBYWY_oeuI/AAAAAAAAAhA/zs6IRa_75To/s72-c/foto_autunno_7036.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-4982544607085451371</id><published>2009-08-09T19:23:00.002+02:00</published><updated>2011-07-01T13:26:29.931+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Quarantanove</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/Sn8IqBXJlQI/AAAAAAAAAgw/ELrSmLx7XDw/s1600-h/blogsss.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/Sn8IqBXJlQI/AAAAAAAAAgw/ELrSmLx7XDw/s320/blogsss.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5368018798861980930" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Settima settimana.&lt;br /&gt;Forse l'ultima.&lt;br /&gt;Abbiamo visitato Cork. E' stato un weekend di shopping e B&amp;amp;B molto piacevole. La citta' merita e direi che e' piu' irlandese di Dublino.&lt;br /&gt;I rapporti con la famiglia sono logori e la voce dell'Italia e' sempre piu' difficile da ignorare.&lt;br /&gt;Forse non siamo riusciti a trovare degli Irish in Irlanda.&lt;br /&gt;Forse e' soltanto vero che non c'e' posto migliore di casa.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;...Continua?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-4982544607085451371?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/4982544607085451371/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=4982544607085451371' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/4982544607085451371'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/4982544607085451371'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2009/08/quarantanove.html' title='Quarantanove'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/Sn8IqBXJlQI/AAAAAAAAAgw/ELrSmLx7XDw/s72-c/blogsss.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-808918159489588754</id><published>2009-08-03T19:58:00.003+02:00</published><updated>2011-07-01T13:26:29.931+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Punto di rottura</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SncoFaQXC0I/AAAAAAAAAgo/_5WppuELGgw/s1600-h/blogout.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 272px; height: 253px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SncoFaQXC0I/AAAAAAAAAgo/_5WppuELGgw/s320/blogout.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5365801554447633218" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sesta settimana.&lt;br /&gt;Alla pazienza c'e'&lt;em&gt;&lt;/em&gt; un limite. Alla maleducazione non esiste fine.&lt;br /&gt;Ormai la volonta' di tornare a casa e' lampante e non so dire quale sia la forza che ci spinga a restare ancora un po', a resistere contro noi stessi.&lt;br /&gt;Forse si tratta solo del desiderio di visitare ancora un paio di posti sconosciuti, forse la paura di qualcosa di simile alla sconfitta o forse solo l'ansia del confronto diretto con queste persone.&lt;br /&gt;Comunque sia la spia della riserva e' accesa. Riserva fissa.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;...Continua?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-808918159489588754?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/808918159489588754/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=808918159489588754' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/808918159489588754'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/808918159489588754'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2009/08/punto-di-rottura.html' title='Punto di rottura'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SncoFaQXC0I/AAAAAAAAAgo/_5WppuELGgw/s72-c/blogout.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-2412020571455764747</id><published>2009-07-26T20:16:00.004+02:00</published><updated>2011-07-01T13:26:29.931+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Step by step</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SmydgJT4hfI/AAAAAAAAAgg/PdglbRl6bwc/s1600-h/blog.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 253px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SmydgJT4hfI/AAAAAAAAAgg/PdglbRl6bwc/s320/blog.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5362834431872108018" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Quinta settimana.&lt;br /&gt;Per male o bene che possa andare abbiamo superato il traguardo del mese lontano da casa.&lt;br /&gt;La cosa mi fa sentire molto adulto e indipendente anche se ai primi di settembre faremo rientro alla base.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;Siamo passat&lt;/span&gt;i con il bus esattamente sotto un arcobaleno enorme (senza purtroppo poterci fermare per cercare il folletto con la pentola d'oro).&lt;br /&gt;Le pecore abbondano e i gabbiani non sono da meno.&lt;br /&gt;I giorni scorrono piu' velocemente del previsto. Prossime mete previste Cork e Galway.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;Ed e' &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;gia' ora di prenotare il volo di ritorno&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;...Continua?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-2412020571455764747?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/2412020571455764747/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=2412020571455764747' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/2412020571455764747'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/2412020571455764747'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2009/07/step-by-step.html' title='Step by step'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SmydgJT4hfI/AAAAAAAAAgg/PdglbRl6bwc/s72-c/blog.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-8485878841245923615</id><published>2009-07-19T20:20:00.004+02:00</published><updated>2011-07-01T13:26:29.931+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Per fortuna abbiamo il mare</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SmNp55kU0HI/AAAAAAAAAgY/Cuz7iePADws/s1600-h/blog1.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 294px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SmNp55kU0HI/AAAAAAAAAgY/Cuz7iePADws/s320/blog1.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5360244424927662194" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quarta settimana.&lt;br /&gt;Sempre piu' incerti proseguiamo un giorno dopo l'altro.&lt;br /&gt;Abbiamo capito chiaramente cosa possiamo aspettarci da queste persone ma non ce ne preoccupiamo.&lt;br /&gt;La cosa importante pero' e' un'altra: abbiamo visto le foche! Un sacco di foche.&lt;br /&gt;Non in un acquario. Al porto, a due metri di distanza e senza nessun vetro tra noi e loro.&lt;br /&gt;Davvero emozionante. Sono animali piuttosto socevoli e decisamente intelligenti. Di quelli che staresti a guardarli per un'ora senza stufarti.&lt;br /&gt;E' bastato poco tempo in loro compagnia per raddrizzare una settimana spiacevole.&lt;br /&gt;Del resto basta la foto sopra per capire.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;...Continua?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-8485878841245923615?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/8485878841245923615/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=8485878841245923615' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/8485878841245923615'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/8485878841245923615'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2009/07/per-fortuna-abbiamo-il-mare.html' title='Per fortuna abbiamo il mare'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SmNp55kU0HI/AAAAAAAAAgY/Cuz7iePADws/s72-c/blog1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-75060768613584756</id><published>2009-07-12T14:09:00.005+02:00</published><updated>2011-07-01T13:26:29.932+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Non è tutto oro...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SlnWgcmbJQI/AAAAAAAAAgI/5hezvQvDSgY/s1600-h/blog.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SlnWgcmbJQI/AAAAAAAAAgI/5hezvQvDSgY/s320/blog.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5357549084655428866" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;Terza settimana.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;La nostalgia comincia a bussare alle porte delle nostre teste confuse.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;Le persone si rivelano per quelle che sono: dopo le gentilezze iniziali&lt;/span&gt;&lt;em style="font-family: georgia;"&gt; &lt;/em&gt;&lt;em style="font-family: georgia;"&gt;è&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family: georgia;"&gt; emersa la vera natura di questo rapporto di lavoro. Per la prima volta mi sono sentito scoraggiato dalla mia condizione di straniero all'estero in una famiglia che non &lt;/span&gt;&lt;em style="font-family: georgia;"&gt;è&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family: georgia;"&gt; la mia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;Ma quattro persone non fanno una nazione e il sogno d'Irlanda ancora resiste.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;Resta vivo l'entusiasmo per i posti spettacolari che avremo l'occasione di visitare e l'orgoglio di averci comunque provato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;Stringiamo i denti in vista del giro di boa del primo mese lontano da casa.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;&lt;br /&gt;Che strana estate, piena di vento...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;...Continua?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-75060768613584756?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/75060768613584756/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=75060768613584756' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/75060768613584756'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/75060768613584756'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2009/07/non-e-tutto-oro.html' title='Non è tutto oro...'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SlnWgcmbJQI/AAAAAAAAAgI/5hezvQvDSgY/s72-c/blog.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-2439379796899785449</id><published>2009-07-05T15:51:00.004+02:00</published><updated>2011-07-01T13:27:59.144+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Temple Bar</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SlCwhrJVdjI/AAAAAAAAAgA/1kIE08t8kxg/s1600-h/teo+%287%29.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SlCwhrJVdjI/AAAAAAAAAgA/1kIE08t8kxg/s320/teo+%287%29.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5354974049507571250" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Seconda settimana.&lt;br /&gt;Dopo quattro giorni di duro lavoro ( ho scoperto quanto sia alienante passare otto ore a copiare dati su excel) siamo partiti alla volta di Dublino.&lt;br /&gt;La capitale si visita in un giorno appena. La sera pero' c'e' Temple Bar.&lt;br /&gt;E' una via lunga neanche duecento metri. Ma ogni ciottolo e' pieno di musica, di birra e di colore.&lt;br /&gt;Siamo stati in un pub cosi' pieno che la gente stava in piedi all'uscita solo per poter sentire la musica dal vivo e vedere altri come loro ballare in cerchio.&lt;br /&gt;Il cantante era un tipo grosso e pelato, con una voce profondissima. Tutti si accalcavano con le loro pinte in mano nell'allegria che dipendeva dall'alcol soltanto in minima parte.&lt;br /&gt;E' difficile replicare a parole quell'atmosfera ma Temple Bar non e' solo un quartiere da Venerdi' notte, e' un posto dove sentirsi a casa in mezzo a persone sconosciute. &lt;br /&gt;Se capitate da queste parti non perdetevelo, vi restera' dentro.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;...Continua?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-2439379796899785449?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/2439379796899785449/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=2439379796899785449' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/2439379796899785449'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/2439379796899785449'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2009/07/temple-bar.html' title='Temple Bar'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SlCwhrJVdjI/AAAAAAAAAgA/1kIE08t8kxg/s72-c/teo+%287%29.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-7860378582081891597</id><published>2009-06-28T15:14:00.006+02:00</published><updated>2011-07-01T13:27:59.144+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Walkin' through the cliffs</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SkdtxpH41cI/AAAAAAAAAf4/PHBmRD_TETg/s1600-h/Eire+%282%29.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SkdtxpH41cI/AAAAAAAAAf4/PHBmRD_TETg/s320/Eire+%282%29.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5352367381773080002" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Prima settimana.&lt;br /&gt;Abbiamo camminato un sacco, qualcosa come 20 Km in tutto! Fa decisamente piu' caldo rispetto a quanto avremmo potuto aspettarci, tanto che siamo riusciti a bruciarci sotto il sole...&lt;br /&gt;Domani si comincia sul serio. Buona estate a tutti!&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;...Continua?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-7860378582081891597?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/7860378582081891597/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=7860378582081891597' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/7860378582081891597'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/7860378582081891597'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2009/06/walkin-through-cliffs.html' title='Walkin&apos; through the cliffs'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SkdtxpH41cI/AAAAAAAAAf4/PHBmRD_TETg/s72-c/Eire+%282%29.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-8549300687512169897</id><published>2009-05-18T09:36:00.003+02:00</published><updated>2011-07-01T13:27:59.145+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Uno in più</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/ShEQIsrc_1I/AAAAAAAAAfw/Z1GnwWRq1Cg/s1600-h/campioni17.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 169px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/ShEQIsrc_1I/AAAAAAAAAfw/Z1GnwWRq1Cg/s320/campioni17.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5337064775029161810" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pazza Inter amala!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;...Continua?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-8549300687512169897?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/8549300687512169897/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=8549300687512169897' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/8549300687512169897'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/8549300687512169897'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2009/05/uno-in-piu.html' title='Uno in più'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/ShEQIsrc_1I/AAAAAAAAAfw/Z1GnwWRq1Cg/s72-c/campioni17.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-627930144579289378</id><published>2009-05-09T12:03:00.002+02:00</published><updated>2011-07-01T13:27:59.145+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>C'è gente che va in Irlanda</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SgVYOfQFl_I/AAAAAAAAAfo/lxX-yVjgeP0/s1600-h/foll.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 305px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SgVYOfQFl_I/AAAAAAAAAfo/lxX-yVjgeP0/s320/foll.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5333766339620607986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Poco più di un mese e prenderemo quota. Sembrava impossibile ad un certo punto ed invece, grazie alla solerzia di miss Giaveno, l'Isola Smeraldo presto non sarà più un sogno.&lt;br /&gt;Come dicono i vecchi "è già passato un anno" e riusciamo di nuovo a raggiungere il nostro amato EIRE. Questa si che è felicità pura.&lt;br /&gt;E adesso sotto con gli esami, sperando che i folletti ci assistano in questo rush devastante.&lt;br /&gt;Il prossimo post magari lo scriveremo già da Delgany, Co. Wicklow!&lt;br /&gt;Chissà che non avremo trovato una pentola piena d'oro in fondo all'arcobaleno.&lt;br /&gt;In Irlanda tutto è possibile.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Slàn agat!&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;...Continua?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-627930144579289378?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/627930144579289378/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=627930144579289378' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/627930144579289378'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/627930144579289378'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2009/05/ce-gente-che-va-in-irlanda.html' title='C&apos;è gente che va in Irlanda'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SgVYOfQFl_I/AAAAAAAAAfo/lxX-yVjgeP0/s72-c/foll.gif' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-22594239900638331</id><published>2009-04-10T18:58:00.003+02:00</published><updated>2011-07-01T14:17:22.725+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>Il cuore del mollusco</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/Sd964J_30OI/AAAAAAAAAfA/zbPrm_XkN4w/s1600-h/meduse003uo3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/Sd964J_30OI/AAAAAAAAAfA/zbPrm_XkN4w/s320/meduse003uo3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5323108389750296802" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;Il mondo si divide in due categorie: i medici ed i molluschi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;Il medico&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il medico è quello che non sbaglia mai un colpo. E' quello calmo quando il mondo attorno è agitato. Quello che quando lo starter spara in aria per dare il via alla gara è già in vantaggio perchè vede il traguardo e tutti gli ostacoli sul percorso.&lt;br /&gt;Il medico è quello che quando inizia una cosa la porta sempre a termine senza cedimenti.&lt;br /&gt;Non ha dubbi e se li ha è capace di sedarli quel tanto che basta per scavalcarli e continuare a galoppare: “Il dubbio non esiste e se non esiste non può costituire un ostacolo. Il mondo non mi aspetta. Io devo correre”.&lt;br /&gt;Il medico non ha mai paura perchè non sa cosa la paura sia. Egli è sicuro dei suoi mezzi e basta a se stesso. Sempre.&lt;br /&gt;Così come non concede spazio al dubbio il medico non contempla l'errore come possibilità della propria natura. Perchè se sbaglio esiste, sarà certamente un prodotto del mondo circostante. Il mondo che ha paura.&lt;br /&gt;Così il medico tira dritto senza rallentare e senza voltarsi mai.&lt;br /&gt;Per mantenere questo ritmo il medico s'impegna seguendo il metronomo che è la strana gerarchia delle sue priorità. Al vertice sta la necessità di arrivare. Dove non è dato saperlo.&lt;br /&gt;Il modo è mettere sempre più strada tra sè e la partenza. Questo vale qualunque sacrificio. Le vittime fatte durante il tragitto sono accidentali, collaterali. Il medico non sbaglia dunque non ha senso di colpa. La volontà non c'entra. Si tratta di motivazione, di ambizione.&lt;br /&gt;Se il medico incontra un altro medico non rallenta per guardarlo ma lo segue con la coda dell'occhio mentre lo sorpassa. Questo gli è sufficiente per stabilire di essere migliore dell'altro.&lt;br /&gt;Quando è proprio indispensabile il medico va a dormire ma si sente in colpa per il tempo che sta sprecando. Se non avesse un corpo fisico, se fosse solo una macchina infaticabile, allora si che sarebbe davvero perfetto.&lt;br /&gt;Il medico comunque non sogna ma pianifica la prossima giornata. Quando si sveglia sa già che direzione imboccare, correndo un po' di più per recuperare il tempo perso.&lt;br /&gt;Ad ogni passo il medico consolida il suo posto in società. E' amato e ammirato dalla comunità. Quando passa, gli applausi compiacenti della folla lo caricano di insana energia.&lt;br /&gt;Quando il suo corpo è consumato il medico raramente se ne accorge. Le sue membra sono stufe di correre e lui non ha ancora raggiunto il traguardo. Si trova incredulo a dover rallentare.&lt;br /&gt;La vergogna diventa enorme quando la folla smette di applaudire.&lt;br /&gt;Per la prima volta prova l'infelicità in maniera consapevole. Così, guardandosi allo specchio, si convince di non aver fatto niente di utile.&lt;br /&gt;Affranto si gira, per la prima volta, in cerca delle sue orme; la partenza non si vede, è vero. Ma non si vede nemmeno altro. Tutto ciò che il medico si è lasciato alle spalle è una strada vuota eppure in disordine.&lt;br /&gt;Nella sua testa tutto si fa limpido, agghiacciante.&lt;br /&gt;Nel suo cuore... Non ha cuore. Non c'è stato tempo, bisognava correre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il mollusco&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il mollusco non ha certezze.&lt;br /&gt;Egli sa quel che gli altri gli dicono ma non ci crede poi tanto.&lt;br /&gt;Il mollusco è divorato dai dubbi e dalle paure. Il mollusco fatica ad avere fiducia nei suoi mezzi, figurarsi nelle altre persone.&lt;br /&gt;Quando lo starter spara il mollusco è già in ritardo e vede le schiene degli altri che si allontanano. Egli non corre, arranca. E arrancherà per la sua intera esistenza.&lt;br /&gt;Il mollusco ci pensa mille volte prima di fare qualcosa. Ha sempre paura di farsi del male o di farne a qualcun altro.&lt;br /&gt;In realtà il mollusco non fa mai del male a nessuno ma anzi, spesso prende un sacco di botte senza sapere il perchè.&lt;br /&gt;Il mollusco dorme molto e sogna anche di più. Spesso chiude gli occhi per fuggire da quel mondo che lo spaventa troppo.&lt;br /&gt;I sogni servono al mollusco per stabilire le sue mete. Non che abbia un traguardo prefissato, per carità, però vorrebbe andare lontano anche lui, nel suo piccolo.&lt;br /&gt;Al risveglio il mollusco è confuso e spesso sbaglia strada. Quando imbocca la via giusta è facile che cambi idea, torni indietro e si metta su una strada nuova, che gli sembra più adatta, non migliore.&lt;br /&gt;Il mollusco non ha prestigio in società; quando passa la gente mugugna oppure lo ignora.&lt;br /&gt;Quando il mollusco incontra un altro mollusco lo guarda a lungo, incantandosi. Poi risolve di essere inferiore. Il mollusco non prova invidia ma ammirazione.&lt;br /&gt;Alcune volte però capita che il mollusco ne trovi un altro affine a lui. Allora si uniscono ed iniziano a sognare insieme.&lt;br /&gt;Quando due molluschi si uniscono non è che smettano di arrancare. Solo iniziano a farlo insieme e pian piano hanno meno paura, diventano meno dubbiosi.&lt;br /&gt;La meta di uno diventa di entrambi. I due diventano un mollusco solo.&lt;br /&gt;Quando il mollusco non ne può più di arrancare si siede. Non gli dispiace riposarsi un po' perchè sa di avere fatto tanto.&lt;br /&gt;Non ha bisogno di guardarsi indietro. Con le spalle rivolte alla strada fatta guarda fiducioso verso il futuro.&lt;br /&gt;Nella sua testa si fa strada, per la prima volta, l'idea di non essere fatto di ossa.&lt;br /&gt;Nel suo cuore la consapevolezza diventa felicità perchè è certo che non diventerà mai un medico.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;...Continua?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-22594239900638331?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/22594239900638331/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=22594239900638331' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/22594239900638331'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/22594239900638331'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2009/04/il-cuore-del-mollusco.html' title='Il cuore del mollusco'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/Sd964J_30OI/AAAAAAAAAfA/zbPrm_XkN4w/s72-c/meduse003uo3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-3119202165525180827</id><published>2009-03-26T16:26:00.003+01:00</published><updated>2011-07-01T14:17:47.664+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Aprile, dolce dormire...</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/Scuh9iSmlbI/AAAAAAAAAeI/JxmrYU20h08/s1600-h/Homer-static.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5317521863589926322" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 209px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/Scuh9iSmlbI/AAAAAAAAAeI/JxmrYU20h08/s320/Homer-static.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Giusto per non perdere l'abitudine. Quattro righe inutili. &lt;div&gt;Sta per arrivare (secondo fonti autorevoli) il mese più sonnolento dell'anno. In realtà mi sento già ampiamente in letargo. Però si sta proprio bene: non troppo caldo, non troppo freddo. E un sacco di passeggiate.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Si comincia a parlare seriamente di fughe estive oltre confine; siamo già parecchio elettrizzati!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non c'è spazio per malinconie o sguardi alle spalle, il che è piuttosto raro in questo blog.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Comunque il cielo è troppo azzurro per non essere fiduciosi. Sorridete gente, finalmente è primavera! &lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;...Continua?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-3119202165525180827?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/3119202165525180827/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=3119202165525180827' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/3119202165525180827'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/3119202165525180827'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2009/03/aprile-dolce-dormire.html' title='Aprile, dolce dormire...'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/Scuh9iSmlbI/AAAAAAAAAeI/JxmrYU20h08/s72-c/Homer-static.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-6284500952301068907</id><published>2009-02-09T09:44:00.002+01:00</published><updated>2011-07-01T13:25:32.110+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>Ballata dei sogni perduti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SY_yZNLrPdI/AAAAAAAAAd4/ZZvoiRY3xtE/s1600-h/t_thefool.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 182px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SY_yZNLrPdI/AAAAAAAAAd4/ZZvoiRY3xtE/s320/t_thefool.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5300721801287646674" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Acqua gelata su strade bagnate,&lt;br /&gt;pioggia argentata su vite dannate.&lt;br /&gt;Corvi tra l'erba, presagi nefasti;&lt;br /&gt;gente in riserva, lontana dai fasti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;I have been happy - tho' but in a dream.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti in affanno, qualcuno sorride,&lt;br /&gt;come un inganno che unisce e divide.&lt;br /&gt;Le gocce dal cielo, stordite nel vento,&lt;br /&gt;spostano il velo ed inizia il lamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;I have been happy - tho' but in a dream.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perduti, lontani, nascosti in un posto,&lt;br /&gt;i sogni terreni non hanno più visto&lt;br /&gt;la via per tornare nei cuori delusi&lt;br /&gt;di chi li ha scacciati con gli occhi ben chiusi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;I have been happy - tho' but in a dream.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E dubbi e incertezze tormentano i giorni,&lt;br /&gt;mendaci carezze di falsi ritorni.&lt;br /&gt;Si aprono gli occhi, si chiudon le porte:&lt;br /&gt;leggendo i tarocchi si spera più forte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;I have been happy - tho' but in a dream.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma quando una coltre avvolge la mente&lt;br /&gt;qualcuno va oltre, qualcuno si pente.&lt;br /&gt;E per i secondi la sorte è nel pianto&lt;br /&gt;che chiama la morte e il suo lugubre canto.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;...Continua?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-6284500952301068907?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/6284500952301068907/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=6284500952301068907' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/6284500952301068907'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/6284500952301068907'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2009/02/ballata-dei-sogni-perduti.html' title='Ballata dei sogni perduti'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SY_yZNLrPdI/AAAAAAAAAd4/ZZvoiRY3xtE/s72-c/t_thefool.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-3019340200280961526</id><published>2009-01-26T16:49:00.001+01:00</published><updated>2011-07-01T13:27:59.145+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Niente</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SX3b22ozyrI/AAAAAAAAAPA/Z3b--uQYdsY/s1600-h/blog.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 270px; height: 225px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SX3b22ozyrI/AAAAAAAAAPA/Z3b--uQYdsY/s320/blog.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5295630472283671218" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Notti senza sonno e di seguito giorni offuscati. Senza nulla da dire in particolare e dunque perché scrivere?&lt;br /&gt;Perché no?&lt;br /&gt;Mi affanno nel trovare risposte che non esistono a domande mal poste.&lt;br /&gt;La realtà è invece che la sola risposta può forse essere il fato. Il che è di per sé un paradosso, se ci si pensa un momento. Come può infatti il destino, per sua natura imprevedibile, essere fonte di una qualunque indicazione?&lt;br /&gt;Dando poi per scontato che nel destino si voglia credere.&lt;br /&gt;Io, ad esempio, sono molto fatalista e penso fermamente (e fieramente anche) che non possiamo discostarci più di tanto dai solchi, binari, entro i quali corriamo.&lt;br /&gt;La cosa può, in prima battuta, risultare molto avvilente; certo che non essere padroni delle proprie scelte e delle loro conseguenze, dunque non poter decidere della propria vita, non è il massimo.&lt;br /&gt;Questa condizione ci accomunerebbe alle foglie d'autunno sbattute qua e là nel vento gelido o al massimo a delle cavie in balia della volontà di un qualche sperimentatore.&lt;br /&gt;Però io credo fortemente nel &lt;span style="font-style: italic;"&gt;butterfly effect&lt;/span&gt; come in una forza che ci sfugge, capace di governare tutte le cose.&lt;br /&gt;Penso che purtroppo non siamo noi a decidere.&lt;br /&gt;Infatti se è sicuro che tirando una martellata abbastanza potente contro una finestra possiamo romperne il vetro, allo stesso modo non possiamo prevedere quali saranno le conseguenze di questo nostro gesto ma solo ipotizzarle.&lt;br /&gt;Potremmo tagliarci una mano con le schegge, uccidere un passante nella strada sottostante con un grosso pezzo di vetro appuntito o semplicemente dover far riparare la finestra.&lt;br /&gt;Certo possiamo evitare di rompere il vetro.&lt;br /&gt;Ma poniamo, per assurdo, di essere chiusi in una stanza dalla quale non possiamo uscire, dove c'è una fuga di gas costante e potente; la sola finestra a nostra disposizione, la salvezza, è bloccata e impossibile da aprire. Però abbiamo il nostro martello ed il nostro vetro.&lt;br /&gt;Certo possiamo decidere, anche in questo caso. Decidere di non fare niente per evitare ciò che seguirebbe la rottura e morire asfissiati dentro la stanza. Rompere il vetro o morire.&lt;br /&gt;Ma quali conseguenze deriverebbero allora dalla nostra morte? Potrebbe ad esempio esplodere l'intero edificio per il nostro mancato intervento e così potremmo aver causato la morte di più persone ignare di tutto. Ancora punti oscuri, lontani dalla nostra pianificazione.&lt;br /&gt;Io romperei decisamente il vetro  tornando, appunto, a non poter prevedere gli esiti della mia martellata ma comunque continuando a vivere e a far vivere (ma questo, ovviamente, è solo un punto di vista, una scelta).&lt;br /&gt;Quindi il nostro mondo è imperfetto e non ci possiamo fare proprio niente.&lt;br /&gt;Potrebbe forse una  benevola entità superiore e perfetta permettere queste incongruenze nell'uomo e nelle cose umane? O bisogna sempre accontentarsi del libero arbitrio come risposta?&lt;br /&gt;Dunque se non siamo noi e non è neanche Giove, è o no il caos puro, semplice ed ineluttabile?&lt;br /&gt;Perciò sono giunto alla mia personalissima conclusione che spesso sia meglio, molto meglio, evitare di agitarsi, dannarsi, per tutto quello che non meriti realmente la propria apprensione (davvero pochissime buone cose) perché tanto tutto il resto ci sfuggirebbe di mano comunque.&lt;br /&gt;Non si tratta di un inno al lassismo e non credo nemmeno di cercare una giustificazione alla mia pigrizia patologica. Dico solo “take it easy”, tutte le volte che è possibile.&lt;br /&gt;Non è pessimismo ma solo una constatazione.&lt;br /&gt;Se mi guardo alle spalle, le scelte che ho reputato sicuramente giuste in un particolare momento, mi hanno spesso portato un sacco di sofferenza o ad altre scelte corrette solo in apparenza.&lt;br /&gt;Al contrario, le vie sbagliate, quelle sconsigliate da tutti, hanno finito per condurmi alle gioie più grandi ed alle persone migliori.&lt;br /&gt;Dunque, concretamente, cosa possiamo determinare nelle cose che facciamo? Quando possiamo dirci preventivamente sicuri e certi che da A derivi B, senza possibilità di errore?&lt;br /&gt;La vita è così aspra, così velenosa e cattiva certe volte, che ho deciso di correre meno ed osservare di più. Magari riesco ad evitare di dover rompere troppe finestre.                        &lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;...Continua?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-3019340200280961526?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/3019340200280961526/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=3019340200280961526' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/3019340200280961526'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/3019340200280961526'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2009/01/niente.html' title='Niente'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SX3b22ozyrI/AAAAAAAAAPA/Z3b--uQYdsY/s72-c/blog.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-1013295912925452219</id><published>2008-12-27T14:46:00.004+01:00</published><updated>2011-07-01T13:25:32.110+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>Abraxas</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SVYy8b7FKJI/AAAAAAAAANQ/13qQUbwaIOQ/s1600-h/blog.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5284467226634954898" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 250px; CURSOR: hand; HEIGHT: 260px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SVYy8b7FKJI/AAAAAAAAANQ/13qQUbwaIOQ/s320/blog.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Ricordo che pioveva forte. Nel mio letto, nel buio completo, il rumore delle gocce contro i vetri mi cullava come una dolce nenia. Poi improvvisamente si alzò un vento forte, ululante, e non sentii più lo scrosciare potente dell'acqua.&lt;br /&gt;Mi addormentai profondamente e al mio risveglio una strana luce purpurea filtrava attraverso il sottile spazio tra le due pesanti tende, davanti alla finestra.&lt;br /&gt;Pensai fosse mattino ma la sveglia sul comodino mi diceva che sbagliavo: mancavano ancora diverse ore prima dell'alba. Mi alzai e andai a scostare le tende: neve.&lt;br /&gt;D'impulso afferrai la maniglia ed aprii la finestra.&lt;br /&gt;Tutt'attorno un'immensa distesa bianca mi circondava lasciandomi spiazzato: i prati, i tetti delle case, il mondo. Una decina di metri sotto di me il monumento scuro del cavaliere stava con la sua lancia protesa verso il cosmo. Tutto era candido e silenzioso.&lt;br /&gt;Dal cielo rossastro cadevano copiosi dei grossi fiocchi gelidi. Il vento mi sbuffava in faccia così violento e impetuoso da sembrare una lama che mi tagliuzzasse di continuo gli zigomi. Nonostante questa brutta sensazione l'atmosfera surreale della tormenta mi rapì gettandomi in uno stato che potrei definire di trance.&lt;br /&gt;Feci, quasi senza volerlo, due passi avanti, uscendo sul balcone scalzo e in pigiama, ad afferrare la ringhiera gelida. Così, completamente vulnerabile ed esposto all'inverno, mi ritrovai a fissare nel vuoto quella specie di cascata di ghiaccio.&lt;br /&gt;Potevo sentire il rumore d'ogni fiocco che cadeva al suolo, sullo strato di neve già depositata. Sul momento la cosa mi parve assolutamente naturale.&lt;br /&gt;Una folata più gelida delle altre mi scosse un po' e pensai di rientrare e chiudere la finestra per tornare al caldo del mio riposo. Scoprii però con stupore di non potermi muovere. Fu una sensazione terribile: ordinavo ai miei arti un'azione ed essi si rifiutavano di obbedirmi. Ero paralizzato in quella posizione, come se i palmi delle mie mani fossero saldati al metallo gelido della balconata e le piante dei miei piedi incollate al granito del pavimento.&lt;br /&gt;Mi concentrai pensando che la situazione mi stesse soggiogando e tutto fosse dovuto alla mia sola suggestione. Così mi rilassai il più possibile e tentai ancora di ritrarmi. Di nuovo non ottenni niente.&lt;br /&gt;La paura si fece mia padrona. Mi pentii di avere scelto di vivere da solo in una casa tanto grande e solitaria. Ancor di più mi maledissi per aver preso come mia stanza da letto la più alta del palazzo.&lt;br /&gt;A circa un centinaio di metri però, potevo vedere la casa vicina. Non sapevo chi ci vivesse ma parecchie volte, a tarda sera, avevo visto le finestre illuminate e delle ombre muoversi dietro le tende.&lt;br /&gt;Mi stupii in verità (sebbene quello non fosse il momento più adatto) di come in diversi mesi nella mia nuova abitazione, non avessi mai avuto occasione di vedere i miei vicini.&lt;br /&gt;Scacciai quel dubbio inutile e pensai che se avessi gridato abbastanza forte, in quella notte così silenziosa, avrei certo potuto svegliarli per chiedere loro aiuto.&lt;br /&gt;Dunque trassi un profondo respiro e spalancai la bocca pronto a produrre l'urlo più forte che mai avessi fatto in vita. Questa volta andò anche peggio: dalla mia gola non usci alcun suono!&lt;br /&gt;Non perché fossi improvvisamente diventato rauco. Era come se la voce mi nascesse nello stomaco ma si spegnesse prima di poter uscire fuori.&lt;br /&gt;Ero perciò immobilizzato, solo ed incapace di chiedere aiuto. Ero ormai terrorizzato dalla possibilità di rimanere così per le restanti ore della notte e di morire assiderato in quella posizione tanto ridicola.&lt;br /&gt;La tormenta intanto avanzava sempre più devastante e se non fossi stato così impalato avrei potuto anche svenire per il gelo. Tremavo in maniera convulsa dando il petto al vento.&lt;br /&gt;Doveva essere passata più di un'ora dal momento sventurato in cui decisi di abbandonare il mio riposo. Iniziai a sentire la fatica ed il dolore per via di quelle condizioni tanto ostili alle quali pure non avevo modo di sottrarmi. La mia mente inizio a vacillare pericolosamente. Persi lucidità cominciando nel profondo a sospettare che si trattasse solo di un incubo. Il dolore svanì così come era arrivato e i miei occhi si chiusero lentamente senza che io potessi oppormi.&lt;br /&gt;Non so dire quanto tempo rimasi incosciente ma sono certo che fu quella risata agghiacciante a risvegliarmi.&lt;br /&gt;Quando riaprii faticosamente gli occhi vidi una macchia scura sul muro della casa di fronte. Osservando meglio capii che si trattava di una persona sul balcone; doveva essere certamente il mio misterioso vicino.&lt;br /&gt;Le mie dita erano in parte congelate, i miei vestiti zuppi di acqua gelida, la mia pelle una lastra di vetro. Non c'è da meravigliarsi se a quella vista mi sentii sollevato e mi considerai ormai in salvo.&lt;br /&gt;Mi sbagliavo enormemente.&lt;br /&gt;Sebbene fra noi due ci fossero oltre cento metri di distanza ero sicuro che guardasse nella mia direzione e che mi avesse visto così sofferente. Quindi perché non correva in mio soccorso?&lt;br /&gt;Stava semplicemente fermo, in piedi e con le mani dietro la schiena. Pensai che non avesse capito il pericolo nel quale da ore ormai mi trovavo.&lt;br /&gt;Così, senza molte speranze in realtà, raccolsi le mie ultime energie per cercare di attirare la sua attenzione; respirai a fondo, mi rilassai il più possibile ed aprii la bocca. Mi meravigliai nel sentire la parola “aiuto” che usciva da me abbastanza forte perché egli potesse udirla.&lt;br /&gt;All'improvviso la sua casa mi parve molto più vicina. Mi sembrò che la sua abitazione si fosse avvicinata molto alla mia. Ciò mi permise di guardarlo meglio. Indossava un abito completamente nero sul quale la neve che continuava a cadere pareva non volersi fermare. Il suo volto era di una vecchiaia innaturale e solcato da numerose rughe che gli conferivano un'espressione per niente rassicurante.&lt;br /&gt;Dunque colsi senza possibilità di errore la sua risposta al mio appello: egli sorrise.&lt;br /&gt;Lo fece in un modo tanto orrendo e cinico da farmi intendere quanto piacere producesse in lui lo spettacolo della mia agonia.&lt;br /&gt;Di colpo l'edificio di fronte torno al suo posto, lontano. Il balcone era vuoto.&lt;br /&gt;Trasalii quando percepii un rumore alla mia destra, una sorta di fruscio. Voltando la testa di lato, ma sempre inchiodato al mio posto, trovai l'uomo di prima al mio fianco.&lt;br /&gt;Conscio ormai di non essere in un qualche sogno spaventoso, non seppi spiegarmi la sua comparsa improvvisa in casa mia. In pochi istanti non poteva certo aver percorso tutta quella strada.&lt;br /&gt;Puro terrore fu quello che provai quando, sempre sorridendo in quel suo modo odioso, mi mise una mano sulla spalla. Lo sentii penetrare aggressivamente nella mia testa e parlarmi con mille voci differenti allo stesso momento senza schiudere le labbra. Le sue parole però non avevano alcun senso perché pronunciate in una lingua a me ignota o forse inesistente tra gli uomini.&lt;br /&gt;A quel punto, con la mano libera, indicò un punto in basso.&lt;br /&gt;Guardai dove voleva e mi accorsi di trovarmi con i piedi esattamente al centro di due cerchi concentrici emananti una luce bluastra molto intensa. Tra un cerchio e l'altro notai una serie di simboli che mai prima avevo visto, anch'essi luminosi.&lt;br /&gt;Allora alzò la mano dal mio corpo e finalmente fui libero di muovermi.&lt;br /&gt;Una gioia profonda mi pervase e, lasciando finalmente la ringhiera, lo abbracciai ringraziandolo di tutto cuore.&lt;br /&gt;Il mio entusiasmo però non durò che pochi attimi. Incredibilmente, infatti, mi sentii sollevare dal pavimento e fluttuare nell'aria.&lt;br /&gt;L'essere d'innanzi a me (perché, ora ne sono certo, non era umano) teneva le braccia stese lungo i fianchi e smise infine di sorridere. Muoveva le labbra sommessamente ma continuamente sussurrando parole nella lingua sconosciuta che già aveva usato poco prima dentro di me.&lt;br /&gt;Ad ogni suono emesso io mi sollevavo un poco di più nell'aria, incapace di oppormi a quella forza maligna. Poi iniziai a muovermi verso l'esterno e, oltrepassata la balaustra, compresi d'un tratto le sue intenzioni ed invocai la sua pietà tra le lacrime. Ma egli prosegui nel suo mormorio, incurante delle mie implorazioni.&lt;br /&gt;Quando fui sospeso in volo sulla statua del cavaliere, in mezzo al cortile, si udì un lamento più forte , agghiacciante; un istante dopo precipitai nel vuoto.&lt;br /&gt;L'ultimo ricordo che ho è il mio sangue scarlatto che si sparse sulla neve candida, al suolo, dopo che la lancia di pietra del monumento mi trafisse il cuore, ferendomi a morte.&lt;br /&gt;Da quel momento (non so dire quanto tempo sia passato) sono qui su questa spiaggia. Molti altri sono seduti sulla ghiaia umida e nerastra e fissano il mare. Il loro silenzio trasuda sofferenza e m'impedisce d'interrogarli sulle loro sventure; dentro di me però sento che ad accomunarci tutti è la violenza con cui la morte ci ha sorpresi.&lt;br /&gt;Uno di loro, poco dopo essermi risvegliato  qui, mi venne incontro porgendomi carta, penna ed una bottiglia di vetro trasparente. Lo interrogai chiedendogli dove ci trovassimo e chi egli fosse ma scosse semplicemente la testa e si voltò tornando a sedersi in contemplazione.&lt;br /&gt;Il cielo è sempre nero e carico di nubi e le acque sono in perenne burrasca anche se non piove mai.&lt;br /&gt;Non so se questo sia l'inferno ma voglio affidare poeticamente questo manoscritto alle spume salate. Spero che che le mie memorie giungano nel mondo dei vivi, che un giorno qualcuno possa leggere della mia incredibile e terribile fine; forse questo, in qualche modo, servirà a portarmi via da qui e a farmi trovare finalmente pace.&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;...Continua?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-1013295912925452219?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/1013295912925452219/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=1013295912925452219' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/1013295912925452219'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/1013295912925452219'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2008/12/abraxas.html' title='Abraxas'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SVYy8b7FKJI/AAAAAAAAANQ/13qQUbwaIOQ/s72-c/blog.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-6042941282024986113</id><published>2008-11-14T17:19:00.011+01:00</published><updated>2011-07-01T13:27:59.145+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Ha da passà 'a nuttata</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SR28mLMsUfI/AAAAAAAAAME/-tEQMzPiTI4/s1600-h/Scaletta+Superiore+-+Lampione+via+Tina.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SR28mLMsUfI/AAAAAAAAAME/-tEQMzPiTI4/s320/Scaletta+Superiore+-+Lampione+via+Tina.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5268574503120425458" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Come va, bellezza?&lt;br /&gt;Oggi è una di quelle giornate in cui normalmente avrei preso i miei libri e sarei venuto da te.&lt;br /&gt;Avremmo parlato un po' delle solite cose e poi io sarei andato in sala, a studiare, sul tavolo di legno.E tu avresti sorriso mentre guardavi la tv in cucina ed ascoltavi me ripetere la lezione ad alta voce. Per te. Ti ricordi, bellezza?&lt;br /&gt;Quando ti portavo a fare la spesa al supermercato e tu mi dicevi "ci metto cinque minuti" e poi, dopo mezz'ora passata ad aspettarti in macchina, entravo anche io e ti trovavo ancora alla prima corsia a pesare la frutta e col carrello vuoto.&lt;br /&gt;Quando la sera, d'estate, venivo a trovarti e ci sedevamo in balcone a goderci il fresco, sulle sedie di plastica e tu mi tenevi la mano e mi chiedevi quando avrebbero costruito quel supermercato.&lt;br /&gt;Quando ero bambino e Natale era ancora una festa, con quel salone enorme pieno di gente e l'albero addobbato che arrivava al soffitto.&lt;br /&gt;Quando di domenica venivamo a pranzo da te, e tu facevi tutte quelle cose fantastiche, e, dopo aver divorato di tutto, io ti chiedevo se eri stanca e tu mai una volta che mi rispondessi di sì.&lt;br /&gt;E quando mi facevi le tue "ambasciate" e mi davi la mancia sempre sorridendo, tu che facevi miracoli con cinquecento euro al mese, roba che nemmeno un contabile...&lt;br /&gt;Quando quella volta che dovevamo partire per Napoli e abbiamo perso l'aereo siamo rimasti 6 ore ad aspettare in aeroporto e ti abbiamo portata da Mc Donald's (e ti era anche piaciuto)!&lt;br /&gt;Quando ti accompagnavo in chiesa per la Messa e poi venivo a riprenderti, tu mi riempivi di baci per ringraziarmi e ti vantavi di me con le tue amiche.&lt;br /&gt;Quando parlavi con chiunque in napoletano, anche fosse stato un pastore del Tirolo perchè tanto "chello 'o capisce", dicevi tu.&lt;br /&gt;Quando sei diventata bisnonna e quel nipotino dolcissimo con la erre moscia era diventato la tua passione tanto che la mia Chiara ormai era diventata "ChiaVa" per te.&lt;br /&gt;La prima volta che ci siamo visti, io non me la posso ricordare, ma sono sicuro che senz'altro sarai impazzita di gioia per il primo nipote maschio.&lt;br /&gt;E poi l'ultima volta che ci siamo visti, che quella me la ricordo bene. L'ultima volta ti ho salutata ma tu non hai risposto e non hai nemmeno sorriso. Allora ho tolto il velo bianco e ti ho messo la mia spilla, poi ti ho baciato la fronte ed ho pianto.&lt;br /&gt;Ero pieno di rabbia, mi sono messo in un angolo ed ho stretto forte mia mamma mentre aspettavamo che ti portassero via.&lt;br /&gt;Ora quando ti penso io non sento un vuoto ma un abisso, mi sento mutilato.&lt;br /&gt;E' la consapevolezza che non ti vedrò più che mi devasta, che non potrò più giocare con te o farti una carezza, che nessuno mi parlerà più come facevi solo tu.&lt;br /&gt;Ma se un giorno ci ritroveremo e passeggeremo ancora insieme sottobraccio, parleremo dei bei tempi. Ed allora ti darò un bacio, ti abbraccerò forte e ti dirò :"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ti ricordi, bellezza?&lt;/span&gt;".                               &lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;                                                                                       ...continua?&lt;br /&gt;                                                             &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-6042941282024986113?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/6042941282024986113/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=6042941282024986113' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/6042941282024986113'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/6042941282024986113'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2008/11/ha-da-pass-nuttata.html' title='Ha da passà &apos;a nuttata'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SR28mLMsUfI/AAAAAAAAAME/-tEQMzPiTI4/s72-c/Scaletta+Superiore+-+Lampione+via+Tina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-5786497390412708767</id><published>2008-10-10T18:32:00.005+02:00</published><updated>2011-07-01T13:27:59.146+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Nebbia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SO-QdaTW3tI/AAAAAAAAALk/y1LUEy1QaiA/s1600-h/theatre+mask.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SO-QdaTW3tI/AAAAAAAAALk/y1LUEy1QaiA/s320/theatre+mask.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5255578125115776722" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Quanto è bello essere fatalisti!&lt;br /&gt;Mi piace pensare che tutti gli errori fatti lungo la via, un giorno, acquisiranno un qualche senso che prima non si riusciva a vedere.&lt;br /&gt;Nel frattempo non smetto d'interrogarmi sulle mie scelte che passo dopo passo mi hanno portato dove sono ora: al punto di partenza.&lt;br /&gt;Arrivano dei colpi che uno non si aspetta e oltre a farti male ti lasciano anche pieno di dubbi e perplessità.&lt;br /&gt;Vorrei capire se sto diventando paranoico o se invece non sia arrivato il momento di aprire gli occhi e farsi due conti.&lt;br /&gt;Il fatto è però che i lividi ci sono (anche se non si vedono) e, come sempre, si tira avanti con la tristezza del clown che ha il sorriso dipinto in faccia mentre dentro lacrima.&lt;br /&gt;In questi giorni di tragedie finanziarie, di allarmismi continui, di gente che non vede l'ora di gridare allo scandalo, mi sento una sorta di anomalia atavica che non vuole prendere parte alla discussione.&lt;br /&gt;Intendiamoci: se il mondo finisse domani mi spiacerebbe parecchio.&lt;br /&gt;Credo però  che non mi verrebbe da piangere o urlare all'ora del giudizio, semplicemente penserei che "doveva andare così".&lt;br /&gt;Comunque domani sarà solo un altro giorno di "nuvole e sole", sempre con te ad afferrarmi per un braccio tutte le volte che inciampo (che se non ti avessi sempre qui a questo punto sarei senza denti a forza di sbattere la faccia a terra...).&lt;br /&gt;Il Domani invece non sarà qui, in questo continuo a sperarci, e il mondo nuovo che ci aspetta sarà abbastanza per continuare, qualche volta, a sorridere davvero.&lt;br /&gt;Quindi no problem, sono pronto ad andare in scena.&lt;br /&gt;Smile!&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;...Continua?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-5786497390412708767?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/5786497390412708767/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=5786497390412708767' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/5786497390412708767'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/5786497390412708767'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2008/10/nebbia.html' title='Nebbia'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SO-QdaTW3tI/AAAAAAAAALk/y1LUEy1QaiA/s72-c/theatre+mask.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-5576750838019071903</id><published>2008-09-16T00:31:00.015+02:00</published><updated>2011-07-01T13:27:59.146+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Bleeding in the moonlight</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SM7yQ2olXPI/AAAAAAAAALc/aIO5XGHzkRg/s1600-h/eclissi-luna.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5246396987290770674" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SM7yQ2olXPI/AAAAAAAAALc/aIO5XGHzkRg/s320/eclissi-luna.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;A volte mi sembra di camminare scalzo, al buio, su un pavimento coperto di cocci di bottiglia, in una stanza chiusa e maleodorante.&lt;br /&gt;Ci metto tutta l'attenzione possibile ma, inevitabilmente, riesco solo a farmi molto male.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Allora mi siedo in un angolo e, sempre nell'ombra, mi soffermo a decidere se mettermi a piangere per il dolore oppure incazzarmi con quello che ha fatto quel casino.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Di solito finisce che rimango rannicchiato nel mio angolino a sanguinare in silenzio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questa volta però l'ho spinto sui vetri illudendomi che servisse a qualcosa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Anche se si è tagliato come me, temo che tra breve lascerà di nuovo dietro di sè i pericolosi resti del suo passaggio ed io continuerò a ferirmi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Comunque per ora mi fa compagnia: immobile, in piedi, invisibile.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Così lo guardo (o meglio, lo immagino) e scoppio in lacrime. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Forse la bottiglia gli è solo caduta e non voleva farmi del male ma comunque io non riesco più a camminare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Siamo bloccati nelle tenebre, l'interruttore è troppo distante.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mi restano soltanto i raggi di luna che filtrano attraverso le crepe delle finestre sprangate.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma io l'accenderò quella fottuta luce, con o senza il suo aiuto.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;...Continua?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-5576750838019071903?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/5576750838019071903/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=5576750838019071903' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/5576750838019071903'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/5576750838019071903'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2008/09/bleeding-in-moonlight.html' title='Bleeding in the moonlight'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SM7yQ2olXPI/AAAAAAAAALc/aIO5XGHzkRg/s72-c/eclissi-luna.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-943859358797009602</id><published>2008-07-21T02:35:00.017+02:00</published><updated>2011-07-01T13:27:59.146+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Abroad</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_F76zKmkvD7U/SIPpLUKCVgI/AAAAAAAAAI8/64yX6xLzGng/s1600-h/trifoglio.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_F76zKmkvD7U/SIPpLUKCVgI/AAAAAAAAAI8/64yX6xLzGng/s320/trifoglio.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5225276373278545410" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;                    &lt;p class="MsoNormal"&gt;Un’altra terra, il mondo nuovo. Altri spazi, altre persone, un’altra lingua.&lt;br /&gt;Qualche timore c’è ovviamente ma se penso alla gioia della scoperta mi sento pieno di buone aspettative.&lt;br /&gt;Questi “omini grigi” ci hanno spinto alla fuga verso il nostro primo Altrove, con poche risorse e nessuna certezza.&lt;br /&gt;Non sappiamo cosa ci aspetta e la sola cosa di cui possiamo essere sicuri sono gli imprevisti.&lt;br /&gt;Però qui non c’è più niente.&lt;br /&gt;Scappate lontano, anche voi! Prima di diventare aridi senza neanche accorgervi di esserlo.&lt;br /&gt;Certe volte serve più&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;l’incoscienza che la razionalità. Ora che l’abbiamo capito siamo pronti a non tirarci indietro.&lt;br /&gt;Forse sarà una svolta, forse no, ma di sicuro sarà una bella scossa ed un confronto con la vita vera.&lt;br /&gt;Non voglio più essere quello che ero.&lt;br /&gt;Voglio vedere, conoscere, imparare; ma non a memoria. Non m’importa più delle teorie di qualche arrogante luminare.&lt;br /&gt;Ho sete di esperienze mie, nostre!&lt;br /&gt;Voglio leggere solo quello che mi va, voglio saltare da una realtà ad un’altra, voglio faticare quanto basta a guadagnare quei quattro soldi per essere felice.&lt;br /&gt;Alle ville, ai macchinoni, alle posizioni sociali rinuncio con un bel sorriso. Davvero.&lt;br /&gt;Diventare un affermato professionista non mi renderà felice. Mi spiace solo aver impiegato tanto tempo per capirlo.&lt;br /&gt;Forse la nebbia si sta davvero diradando perchè riesco a vedere un po’ più in là di quanto non abbia mai fatto.&lt;br /&gt;Credo che un sogno diventi una possibilità quando lo si desidera almeno in due.&lt;br /&gt;Presto ne avrò la conferma.&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;See you in another life...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;…Continua?&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-943859358797009602?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/943859358797009602/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=943859358797009602' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/943859358797009602'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/943859358797009602'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2008/07/abroad.html' title='Abroad'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_F76zKmkvD7U/SIPpLUKCVgI/AAAAAAAAAI8/64yX6xLzGng/s72-c/trifoglio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-1111702388870189916</id><published>2008-07-10T01:23:00.020+02:00</published><updated>2011-07-01T13:25:32.110+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>Turno di notte</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_F76zKmkvD7U/SHV43b2q6SI/AAAAAAAAAHU/F1NOi_eAklc/s1600-h/rosa.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_F76zKmkvD7U/SHV43b2q6SI/AAAAAAAAAHU/F1NOi_eAklc/s320/rosa.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5221212236771158306" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Guarda il cielo e gli sembra di volare. Un sussulto nelle tenebre. Fissa quella luna a tre quarti che pare fissarlo a sua volta. Distoglie lo sguardo per un momento, un battito di ciglia.&lt;br /&gt;Volge il capo in basso e scruta nel buio del prato cercando i flash delle lucciole. Chiude gli occhi e inspira profondamente l’aria fresca d’autunno, fingendo che sia una lieve brezza marina.&lt;br /&gt;Poi, improvvisamente, stacca le mani dalla ringhiera e apre gli occhi. Guarda l’orologio al polso e i numeri fluorescenti indicano che è ora di andare.&lt;br /&gt;Rientrato dal terrazzo scende in garage. L'auto è già pronta, con tutto il necessario sotto il piano dello spazioso bagagliaio, al posto della ruota di scorta. Come sempre.&lt;br /&gt;Per strada non c'è quasi nessuno, tutti sono incollati ai televisori per la partita. Meglio così, perchè lo aspetta oltre un'ora di guida e a lui non piace infrangere i limiti di velocità.&lt;br /&gt;Arrivato sul posto scende dall'auto che lascia accesa e va ad aprire il lucchetto della pesante catena che chiude il cancello di ferro. I due grossi cani da guardia lo riconoscono e non emettono  rumori mentre gli si fanno incontro. Lui li respinge ordinando loro di tornare a posto. Risale in macchina e prosegue oltre il cancello facendo qualche metro. La parcheggia dietro alcuni massi in modo che non sia visibile dalla strada. Quindi torna a chiudere il cancello e s'incammina.&lt;br /&gt;Gli è sempre piaciuto questo posto isolato ma allo stesso tempo abbastanza facile da raggiungere.&lt;br /&gt;Scendeno i gradini ricavati nella terra battuta illumina il suolo con la sua piccola torcia elettrica;  non ci sono case attorno e di notte è buio pesto.  A stento intravede la sagoma della baracca di cemento in mezzo al fitto del boschetto. Qui ha voluto sistemare una porta solida con tanto di serratura blindata, per evitare inconvenienti.&lt;br /&gt;Apre ed entra, richiudendo subito alle sue spalle. Nel buio completo si ferma e ascolta. La carogna sta ansimando e dev'essere spaventato a morte. Ma non abbastanza.&lt;br /&gt;Tira fuori i fiammiferi e accende l'antica lampada a petrolio sul ripiano alla sua destra. Una luce fioca illumina la piccola stanza senza finestre.&lt;br /&gt;Sulla vecchia sedia da barbiere inchiodata al centro del pavimento, c'è l'uomo completamente nudo e imbavagliato, con le mani e le caviglie saldamente legate al metallo sottostante. E' molto sudato ma per il resto in discrete condizioni. Dopo tutto sono passate solo poche ore da quando sta lì.&lt;br /&gt;Portarcelo non era stato troppo difficile. Lo seguiva da mesi e lo aveva avvicinato fuori da casa sua, al ritorno da una partita di bowling. Con la scusa di un informazione stradale, mostrando una cartina della città, lo aveva attirato verso la sua auto. Quello era stato così gentile da sporgersi con la testa fin dentro, attraverso il finestrino. In quel momento lui, velocissimo, l'aveva stordito con il taser che teneva dietro la carta. A quel punto l'animale si era afflosciato contro lo sportello e, nella strada deserta, l'aveva raccolto e caricato nel baule, legato e imbavagliato, per poi andarlo a depositare nel suo posticino speciale.&lt;br /&gt;Ora stanno lì, lui in piedi e l'altro forzatamente seduto.&lt;br /&gt;Lui a guardarlo con schifo e odio, l'altro con terrore e interrogazione.&lt;br /&gt;Aveva pensato di toglierli il bavaglio per sentirlo un po' gridare (prima insulti d'ogni tipo e poi implorazioni) fino a che non si fosse messo a piangere. Di solito questa cosa riesce a motivarlo, lo rende più lucido e concentrato. Ma questa volta no.&lt;br /&gt;La rabbia che sente bruciare dentro è sufficiente. E' schifato, nauseato da quell'individuo e il suo unico desiderio è di ridurlo al più presto soltanto ad un triste ricordo.&lt;br /&gt;Poggia a terra la sacca che si è portato e la apre lentamente, osservando il verme che inutilmente si divincola  in modo sempre più furioso.&lt;br /&gt;Estrae un trapano a batteria, un grosso coltello da caccia, un paio di cesoie e una piccola fiamma ossidrica portatile.&lt;br /&gt;Alla vista degli oggetti l'altro prova ad urlare, senza emettere alcun suono. La paura è così forte che, non trovando alcuno sfogo, gli fa perdere ogni controllo e una pozza di urina inizia ad allargarsi a terra.&lt;br /&gt;Lui coglie la cosa come un segno e comincia il lavoro.&lt;br /&gt;La prima coltellata è un fendente superficiale sull'addome flaccido, dal quale inizia a sgorgare un po' di sangue. La seconda è più profonda e gli apre uno squarcio della lunghezza di una spanna sul quadricipite della coscia sinistra. Esce molto sangue e s'intravedono i tessuti muscolari.&lt;br /&gt;Lui osserva il rosso acceso che luccica sulla lama d'acciaio. Guarda il viso che comincia a sbiancare e poi lo fissa nuovamente negli occhi dove trova la solita richiesta di pietà che da tempo ha imparato ad ignorare.&lt;br /&gt;Così lascia l'arma a terra  e prende il trapano. Gli buca prima il ginocchio sinistro, poi il destro e dopo poco entrambi i polsi. L'animale sviene per il dolore. Ma non è così che deve andare.&lt;br /&gt;Lo sveglia gettandogli dell'acqua in faccia e subito quello prende ad agitarsi più di prima.&lt;br /&gt;Perciò passa alla fiamma ossidrica ed inizia a bruciarlo un po' ovunque: le braccia, il petto, le piante dei piedi, il collo.&lt;br /&gt;Ad ogni ustione, ad ogni sussulto di dolore, lui si sente un po' meglio, purificato.&lt;br /&gt;Ora è del tutto incosciente e con tutto il sangue perso difficilmente potrà riprendersi ancora.&lt;br /&gt;Stufo di quel patetico essere riprende il coltello e glielo pianta dritto nel cuore. Dopo poche convulsioni finalmente è finita ma lui resta lì a rigirare la lama ancora un po', giusto per essere sicuro.&lt;br /&gt;Estrae il coltello dal petto e prende le cesoie. Con un taglio netto amputa il pene dal corpo ormai senza vita e lo sistema in un barattolo che ripone nella borsa. Dà un'occhiata al pavimento, completamente ricoperto da un misto di sangue, urina e acqua.&lt;br /&gt;Slega il cadavere e lo infila in un grosso sacco di tela.&lt;br /&gt;E' molto forte ed allenato ma gli costa comunque un certo sforzo portare il sacco fino alla fossa che ha scavato tra gli alberi, due giorni prima. Lo butta dentro e comincia a coprirlo di terra. Quando ha finito, il cielo inizia a schiarirsi e, nella luce dell'alba, ammira la sua ultima fatica vicino agli altri tre mucchi della stessa grandezza.&lt;br /&gt;Un paio di giorni dopo ascolta il giornale radio:&lt;br /&gt;"Ancora in azione il presunto omicida che potrebbe aver già fatto diverse vittime. E' stata infatti recapitata alla questura di... la quarta busta contenente un pene umano. Il macabro feticcio era accompagnato da poche righe stampate di cui le autorità non hanno rivelato il contenuto. La polizia è impegnata nelle ricerche del responsabile e degli eventuali cadaveri..."&lt;br /&gt;Nel buio della sua casa riflette ed è compiaciuto per due motivi: si sente al centro dell'attenzione e, soprattutto, sa che non lo prenderanno mai. Sorride.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: right;" class="MsoNormal"&gt;...Continua?&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-1111702388870189916?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/1111702388870189916/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=1111702388870189916' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/1111702388870189916'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/1111702388870189916'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2008/07/turno-di-notte.html' title='Turno di notte'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_F76zKmkvD7U/SHV43b2q6SI/AAAAAAAAAHU/F1NOi_eAklc/s72-c/rosa.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-7747640691190529636</id><published>2008-07-04T20:19:00.003+02:00</published><updated>2011-07-01T13:27:59.147+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Qui non è Hollywood</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_F76zKmkvD7U/SG5tXx-rK1I/AAAAAAAAAHM/D15rK9zgzHs/s1600-h/yo.bmp"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_F76zKmkvD7U/SG5tXx-rK1I/AAAAAAAAAHM/D15rK9zgzHs/s320/yo.bmp" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5219229273489615698" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;" &gt;E' pazzesco come a volte si finisca per cacciarsi nei guai. Come non si riesca nemmeno a dare un senso all'accaduto, e allo stesso tempo non si riesca a pensare ad altro.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;" &gt;Alla fine uno non riesce più a combinare nulla di buono.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;font-family:trebuchet ms;" &gt;Forse deriva dal fatto di prendere la vita troppo sul serio.&lt;/span&gt;"&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;                                                                                  (Stanley Kubrick)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;...Continua?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-7747640691190529636?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/7747640691190529636/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=7747640691190529636' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/7747640691190529636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/7747640691190529636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2008/07/qui-non-hollywood.html' title='Qui non è Hollywood'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_F76zKmkvD7U/SG5tXx-rK1I/AAAAAAAAAHM/D15rK9zgzHs/s72-c/yo.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-6333281678777452959</id><published>2008-06-22T16:09:00.006+02:00</published><updated>2011-07-01T13:27:59.147+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Un colpo di calore</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SYsp_n5d6cI/AAAAAAAAAbI/yBrC6stzWG8/s1600-h/luci.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SYsp_n5d6cI/AAAAAAAAAbI/yBrC6stzWG8/s320/luci.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5299375559550036418" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                        &lt;p class="MsoNormal"&gt;Qui, con la fronte contro la persiana, alla disperata ricerca di un po’ d’aria fresca, che sembra d’essere in Borneo.&lt;br /&gt;Pensavo all’esame che si approssima ora che fa tanto caldo. Che tortura…&lt;br /&gt;Ormai però la mia testa è piena di onde, di sabbia, di gabbiani e di sole. Soprattutto di tantissimo sole.&lt;br /&gt;La pioggia, quella seria, non la vedremo per un po’ e i temporali estivi sono solo illusioni.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Quando passano stai peggio di prima.&lt;br /&gt;Allora tanto vale provare a buttarsi nel mondo ora che l’arsura ci ha travolti in pieno (puntualissima il 21 giugno), proprio quando nessuno ci pensava più.&lt;br /&gt;Ho notato che ci lamentiamo tutti sempre e comunque, alla ricerca di qualcosa che non abbiamo in questo momento. Si tratti della pioggia, del sole o di un milione di euro, non fa differenza.&lt;br /&gt;Però in effetti mi accorgo che da soddisfazione lagnarsi per il troppo caldo, anzi lamentarsi in genere.&lt;br /&gt;Sarà pure inutile ma dopo che hai speso quei cinque minuti ad inveire contro il tempo o a prendertela con l’omino del TG, stai un po’ meglio, anche se continui a sudare ed a incazzarti.&lt;br /&gt;Credo che sarà una bella estate, magari non per tutti.&lt;br /&gt;Vorrei essere un po’ più sensibile rispetto a quello che mi succede attorno ma mi sento troppo debole, assente. In questo periodo mi alzo dal letto e sono più stanco della sera prima.&lt;br /&gt;Sono giornate in cui basta pensare un po’ più del dovuto e ci si sente già sudati, affaticati.&lt;br /&gt;Bisognerebbe stare sugli scogli a contemplare il nulla dentro il mare, con un po’ di vento salato sulla faccia, senza problemi e senza cellulare.&lt;br /&gt;Un giorno sarà così, ma non per le vacanze. Sempre.&lt;br /&gt;Comunque il costume e la crema solare sono pronti, vado a chiudere la valigia.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: right;" class="MsoNormal"&gt;...Continua?&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-6333281678777452959?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/6333281678777452959/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=6333281678777452959' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/6333281678777452959'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/6333281678777452959'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2008/06/un-colpo-di-calore.html' title='Un colpo di calore'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SYsp_n5d6cI/AAAAAAAAAbI/yBrC6stzWG8/s72-c/luci.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-3783554594607457807</id><published>2008-06-09T01:10:00.017+02:00</published><updated>2011-07-01T13:27:59.147+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Destinazione Costa Rica</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SYsp3PaR27I/AAAAAAAAAbA/XGwSM2KerhI/s1600-h/aladin.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 302px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SYsp3PaR27I/AAAAAAAAAbA/XGwSM2KerhI/s320/aladin.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5299375415537818546" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                              &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Un momento d’indolenza quanto potrà mai durare?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Pensavo fosse tutto a posto e invece, ancora una volta, sono al punto di partenza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;L'unica differenza è che adesso non sono solo e quindi si fa tutto più sopportabile.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Il problema di fondo però non cambia; non si va avanti qui, è come stare nelle sabbie mobili dove più ti agiti più ti senti sprofondare verso il basso e, anche se lo sai che non dovresti, non puoi smettere di dimenarti perché hai troppa paura.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Il solito merdosissimo circolo vizioso insomma.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Vorrei capire se sono io il fattore problematico, la variabile impazzita, oppure è tutto il resto che funziona male.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Si può fare qualcosa d’impegnativo pur senza impegnarsi, certo. Ma alla fine cosa resta e soprattutto che senso ha?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Il fatto di avere trovato qualcuno con le mie stesse angosce, le mie stesse folli aspettative, è la sola consolazione mentre attraverso questo infinito corridoio pieno di porte aperte su stanze colme d’incertezze, dubbi e paure.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Credo che troveremo l’uscita insieme, un giorno, ma continuo a chiedermi se ci riusciremo prima di entrare nella camera sbagliata.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Il timore è che possiamo crollare, che il mondo possa penetrarci prima di riuscire a scappare via, facendoci diventare parte di quello che in questo momento siamo orgogliosi di non riuscire a capire.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Certo, non mi sforzo per niente. Sono estremamente passivo, compiaciuto anche, nel mio (ormai nostro) ciclico fare niente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Ma siccome (contrariamente a quello che ci diciamo ogni minuto per convincerci) non siamo assolutamente padroni della nostra vita, questo stand by rischia di esploderci tra le mani.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;E allora vai, dopo l’ennesimo voto imbarazzante, a promettermi, a giurarmi vergognosamente, che la prossima volta farò meglio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;E allo stesso modo dopo ogni dolce, dopo ogni maledetta schifezza ingurgitata, ad odiarmi e dirmi che però da domani sarò capace di controllarmi, mentendo a me stesso fino a sentirmi un traditore.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;E intanto la media scende e il peso sale. In silenzio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Nonostante il disastro c’è gente che mi vuole davvero bene, che mi vede forse meglio di quel che sono. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Questa non è depressione, per quanto possa sembrarlo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Questo è il grido, lo sfogo di una persona felice in modo anomalo, che tutti giorni ( e anche qualche notte) si sveglia e si fa un’overdose di sms.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Sono le parole di un folle innamorato che ogni momento ringrazia (non si sa chi) perché ora può vivere nell’incanto di te.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;E’ l’eterna promessa consapevolmente vana di diventare un po’ migliore.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Queste mie buone intenzioni sprecate te le dedico, sono tutte tue.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Voi leggete pure, se vi va.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: right;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;...Continua?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-3783554594607457807?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/3783554594607457807/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=3783554594607457807' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/3783554594607457807'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/3783554594607457807'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2008/06/destinazione-costa-rica.html' title='Destinazione Costa Rica'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SYsp3PaR27I/AAAAAAAAAbA/XGwSM2KerhI/s72-c/aladin.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-877318592509980510</id><published>2008-05-30T01:48:00.016+02:00</published><updated>2011-07-01T13:27:59.148+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Allerta meteo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SYspr_XRoZI/AAAAAAAAAa4/_cauNVZkRFc/s1600-h/James_Dean_4.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 214px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SYspr_XRoZI/AAAAAAAAAa4/_cauNVZkRFc/s320/James_Dean_4.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5299375222251692434" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piove. Ancora.&lt;br /&gt;Ed è sempre più bello.&lt;br /&gt;Mi fa sentire strano, forse anche un po' sadico, il fatto di rilassarmi ascoltando le gocce che s'infrangono contro i vetri, dentro le canali.&lt;br /&gt;In effetti, questa che mi fa stare così bene, è la stessa acqua che poche ore fa, ad un centinaio di chilometri da qui, ha ucciso e distrutto. Però...&lt;br /&gt;Dovrei desiderare che smetta, dovrei sperare di svegliarmi tra poche ore (ammesso che riesca a prendere sonno) con il sole che filtra tra le persiane della camera, sul soffitto. Sarebbe normale aspettarselo, siamo a giugno ormai.&lt;br /&gt;Invece no.&lt;br /&gt;Voglio illudermi che quest'anno l'estate non arrivi. Vorrei che si dimenticasse di passare di qua. Vorrei che sul Piemonte continuasse a regnare questa strana primavera e tutta questa pioggia ci accompagnasse direttamente in autunno, mentre aspettiamo sotto una coperta.&lt;br /&gt;Insomma vorrei tanto accelerare un po' le cose per vedere cosa mi aspetta.&lt;br /&gt;Mi sento bene ora, anche in questi giorni che i miei demoni sono tornati e picchiano forte perchè anche loro, come me, hanno capito che da solo non so più stare.&lt;br /&gt;Piove.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;...Continua?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-877318592509980510?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/877318592509980510/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=877318592509980510' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/877318592509980510'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/877318592509980510'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2008/05/allerta-meteo.html' title='Allerta meteo'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SYspr_XRoZI/AAAAAAAAAa4/_cauNVZkRFc/s72-c/James_Dean_4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-1796853214977382654</id><published>2008-05-18T18:55:00.006+02:00</published><updated>2011-07-01T13:27:59.148+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Campioni d'Italia!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SYspivJcjOI/AAAAAAAAAaw/zr_5L8UXCQo/s1600-h/prisco.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 261px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SYspivJcjOI/AAAAAAAAAaw/zr_5L8UXCQo/s320/prisco.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5299375063279897826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa settimana non c'è stato tempo. Solo un flash.&lt;br /&gt;Grazie ragazzi!&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;...Continua?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-1796853214977382654?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/1796853214977382654/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=1796853214977382654' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/1796853214977382654'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/1796853214977382654'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2008/05/campioni-ditalia.html' title='Campioni d&apos;Italia!'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SYspivJcjOI/AAAAAAAAAaw/zr_5L8UXCQo/s72-c/prisco.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-2870521912751749624</id><published>2008-05-11T00:09:00.012+02:00</published><updated>2011-07-01T13:27:59.148+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Alta frequentazione</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SYso8r7mDOI/AAAAAAAAAag/1DcijgbO0vk/s1600-h/Trenitalia.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SYso8r7mDOI/AAAAAAAAAag/1DcijgbO0vk/s320/Trenitalia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5299374409581464802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                          &lt;p class="MsoNormal"&gt;Adesso parte. Perché non parte? Ecco che parte.&lt;br /&gt;Questa volta sono stato furbo: mi sono infilato negli ultimi due posti "ciechi", nella fila destra della carrozza, con il mio bel trolley a fianco, così nessuno si siederà accanto a me.&lt;br /&gt;Illuso. Dovrei saperlo ormai che la partenza è ingannevole, è alla seconda stazione che salgono tutti (ma proprio tutti) e allora comincia il delirio.&lt;br /&gt;Gare non dichiarate per conquistare un posto a sedere, spallate neanche troppo dissimulate, grida, sistemazioni e poi gli sguardi; quelli fieri di chi si è impadronito del suo agognato posticino e quelli risentiti degli sconfitti, consapevoli che quando si alzeranno gli altri non servirà a niente perché tanto dovranno scendere anche loro.&lt;br /&gt;Io non posso farci proprio nulla ma il treno mi rende sociopatico. Perché mi ricorda tanto un carro bestiame e allora altro che preservare il mio spazio intimo.&lt;br /&gt;E infatti si siede a fianco a me una signora ansimante, tanto che devo guardarla a lungo per convicermi che non abbia una zampogna nascosta da qualche parte e che il potente sbuffo che emette sia solo il suo respiro. Tiro la valigia verso di me e così le mie ginocchia si comprimono, con il sinistro che punta&lt;span style=""&gt; dolorosamente &lt;/span&gt;contro il sedile davanti.&lt;br /&gt;Ma almeno sono seduto io. E Dean Martin intanto continua negli auricolari con "Everybody loves  somebody sometimes…".&lt;br /&gt;Grazie buon vecchio Dino, mio fedele compagno di viaggio. Sai sempre isolarmi da tutte queste voci sconosciute, mi aiuti a difendere il mio piccolo mondo, mi fai stare bene e…LOW BATTERY.&lt;br /&gt;Adesso è davvero una tragedia. Ora sarà insopportabile perché oltre a dover vedere tutti questi estranei a stretto contatto sono costretto anche a sentirli.&lt;br /&gt;Però riesco a non ascoltarli; se mi concentro e guardo fuori i prati, le case e gli alberi…Ma più aumentiamo di velocità meno dettagli riesco a cogliere e così mi trovo solo a fissare il vetro sudicio che mi dà la nausea.&lt;br /&gt;Tiro giù la tendina, butto la testa indietro e, con gli occhi chiusi, provo almeno a fantasticare un po’.&lt;br /&gt;Già perché se questo treno, invece di puntare dritto verso casa, corresse veloce giù, verso il mare, allora sarebbe tutta un’altra storia. E nella valigia non avrei vestiti da portare a lavare e libri per gli esami ma solo costumi da bagno colorati, pantaloncini e teli di spugna per andare in spiaggia.&lt;br /&gt;Non è più fantasia. Ora ho sonno e i pensieri sfuggono al mio controllo. Il treno non c’è più e neanche tutta questa gente fastidiosa, antipatica. Niente più sedili, niente più ruote, niente più binari.&lt;br /&gt;Sono sdraiato in riva al mare e il sole è piacevole, mi scalda ma non brucia, mi sta solo cullando.&lt;br /&gt;Distesa accanto a me c’è lei che sonnecchia, in quel modo dolce come sanno fare solo i gatti e le ragazze innamorate, con quel sorrisino indecifrabile sulle labbra. E mentre le tengo la mano penso che meglio di così non potrei proprio stare.&lt;br /&gt;Poi un brusio che non riesco a distinguere, che non capisco, e una mano che non è la sua che mi scuote un braccio.&lt;br /&gt;Apro gli occhi e non vedo le nuvole o i gabbiani e nemmeno le onde. C’è solo un uomo calvo e sudato che con un tono a metà tra lo scocciato e l’asettico mi dice : "biglietto, prego".&lt;br /&gt;Nelle tasche, confuso, cerco quello che vuole per allontanarlo il prima possibile.&lt;br /&gt;Non mi piacerà mai viaggiare in treno.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ma quando arriviamo?&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: right;" class="MsoNormal"&gt;...Continua?&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-2870521912751749624?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/2870521912751749624/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=2870521912751749624' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/2870521912751749624'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/2870521912751749624'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2008/05/alta-frequentazione.html' title='Alta frequentazione'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SYso8r7mDOI/AAAAAAAAAag/1DcijgbO0vk/s72-c/Trenitalia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5425039012902789995.post-4868392837873467424</id><published>2008-05-04T16:46:00.003+02:00</published><updated>2011-07-01T13:28:18.333+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Premi start!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SYspPQbsHZI/AAAAAAAAAao/ByMHuWju3Hc/s1600-h/partenza.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SYspPQbsHZI/AAAAAAAAAao/ByMHuWju3Hc/s320/partenza.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5299374728617401746" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si comincia.&lt;br /&gt;Prima di tutto grazie Doc, che col tuo bel blog mi hai dato l'input (e un po' d'invidia!) per iniziare.&lt;br /&gt;Detto questo, anche Teo entra nel futuro!&lt;br /&gt;Forse non era proprio il giorno più adatto per farlo, considerato che l'Inter, da copione, ha appena perso il derby in maniera rovinosa e lo scudetto vacilla pericolosamente (come il televisore che ho percosso violentemente al 94').&lt;br /&gt;Comunque mi sentivo ispirato e, visto che non capita così spesso, meglio non perdere tempo.&lt;br /&gt;Non ho la minima idea di quali direzioni possa imboccare questa cosa: non sono mai stato nè organizzato nè continuo e sono sicuro che non inizierò ad esserlo ora.&lt;br /&gt;Mi rallegra il fatto di aver aperto questa finestra, magari un finestrino, da dove sporgere la testa ogni tanto per condividere col mondo i miei pensieri.&lt;br /&gt;E se al mondo non importasse una fava delle mie riflessioni poco male: il bello di essere logorroico è che puoi parlare un sacco, anche quando sai benissimo che nessuno ti ascolta!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;...Continua?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5425039012902789995-4868392837873467424?l=cravenroadsette.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/feeds/4868392837873467424/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5425039012902789995&amp;postID=4868392837873467424' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/4868392837873467424'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5425039012902789995/posts/default/4868392837873467424'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cravenroadsette.blogspot.com/2008/05/premi-start.html' title='Premi start!'/><author><name>Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15704661311654317376</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-zrBiF8NGDxM/TivltEU621I/AAAAAAAAAlY/gUBx0JVPGQo/s220/blog%2Bprof.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_F76zKmkvD7U/SYspPQbsHZI/AAAAAAAAAao/ByMHuWju3Hc/s72-c/partenza.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry></feed>
